OpenOffice, fine della storia?

OpenOffice, fine della storia?

Il parallelo successo di LibreOffice sta portando i responsabili dello storico progetto di software aperto a considerare la chiusura. La base di utenti, tuttavia, non è trascurabile.

di: Redazione ImpresaCity del 06/09/2016 15:20

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Nata come prima alternativa open source a Microsoft Office, OpenOffice ha visto nel tempo assottigliarsi la pattuglia di sviluppatori dedicati. Oggi, non ce ne sono abbastanza per garantire un’adeguata pubblicazione di aggiornamenti e questo porta con sé forti preoccupazioni soprattutto sul fronte della sicurezza. Il vicepresidente di Apache OpenOffice, Dennis Hamilton, ha di recente parlato di un progetto tenuto in vita da una mezza dozzina di volontari e ha definito seria la possibilità di chiudere l’iniziativa.
Molti sviluppatori che nel tempo hanno abbandonato sono passati a LibreOffice, progetto di natura similare partito nel 2011. Il segno del cambiamento è dato dal fatto che quest’ultimo pubblica aggiornamenti con regolarità, mentre l’ultimo di OpenOffice risale all’ottobre del 2015, dopo i soli due dell’anno precedente. Nello scorso luglio, era stato emesso un allarme di vulnerabilità, con patch rilasciata in agosto. La falla permetteva agli attaccanti di effettuare dei DoS ed eseguire del codice.
Se fosse confermata la chiusura del progetto, il codice di OpenOffice rimarrebbe comunque a disposizione di chi fosse interessato a utilizzarlo, ma non sarebbe più possibile validarne le modifiche.
OpenOffice è diventato un progetto open source nel 2000, dopo che Sun Microsystems aveva acquisito StarOffice e pubblicato il codice dell’applicazione. LibreOffice, invece, è stato creato dopo che Sun è stata acquisita da Oracle ed è oggi gestito da The Document Foundation, il cui consiglio comprende attori del software libero come  la Free Software Foundation e Gnome, ma anche aziende come Google, Red Hat e Canonical. Quest’ultimo software dovrebbe oggi avere circa 100 milioni di utenti attivi.
Anche OpenOffice, tuttavia, conserva un buon numero di utilizzatori sia in ambiente Windows che Mac. Nel 2015, la versione più recente è stata scaricata 29 milioni di volte, per un totale complessivo di oltre 160 milioni di download dal 2012.
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