La rivoluzione Pure Storage prova a travolgere anche l’Italia

La rivoluzione Pure Storage prova a travolgere anche l’Italia

Già presente da qualche tempo nel nostro Paese, la società ha iniziato a suscitare interesse nelle aziende con il proprio modello basato su all-flash e aggiornamenti gratuiti.

di: Roberto Bonino del 14/07/2016 17:39

Enterprise Management
 
La spietata concorrenza nel mondo dello storage non dovrebbe lasciar spazio facilmente a nuovi attori. Invece, Pure Storage è riuscita in pochi anni (la nascita risale al 2009) a conquistare un certo peso sul purestorage-matt-kixmoeller.jpgmercato e oggi conta su oltre 1.900 clienti nel mondo e 17 in Italia, dove la filiale esiste da meno di due anni.Una parte del merito va nella scommessa, oggi vinta, di puntare tutto sulla tecnologia all-Flash, che sei anni fa “era considerata di nicchia, mentre oggi è mainstream e integrata da tutti i principali vendor, in ritardo rispetto a noi”, rimarca Matt Kixmoeller, Vice President responsabile per l’area prodotti.
Certamente, però, molto si deve anche a un modello di business origjnale e aggressivo, al punto da aver suscitato, soprattutto nella concorrenza, dubbi sulla sua sostenibilità: “Da tempo – riprende Kixmoeller – i costruttori impongono ai clienti di sostituire i propri dispositivi con nuovi modelli ogni 3-5 anni. Questo non ha senso, poiché per aumentare la capacità occorre innanzitutto utilizzare i terabyte che già si posseggono. Noi, con i modelli FlashArray e la soluzione Evergreen Storage, proponiamo di sostituire gratuitamente i controller e le unità Ssd difettose con modelli più aggiornati, facendo in modo che l’aumento di capacità sia ricondotto al solo acquisto di moduli Flash supplementari”.
Con il programma commerciale Evergreen, dove il costo di manutenzione non aumenta se i device hanno più di tre anni, e con l’opzione Forever Flash, dove invece si paga la manutenzione più cara per beneficiare gratuitamente dei controller più recenti ogni tre anni, Pure Storage sfida apertamente la concorrenza, andando oltre il costo puro del prodotto o la scelta tecnologica all’avanguardia, per rendere ancor più evidente come i costi possano essere ridotti e la tecnologia Flash possa rimpiazzare definitivamente quella dei classici hard disk: “Per qualche anno ha prevalso la convinzione che si tratti di una soluzione più dispendiosa e vada riservata solo alle applicazioni con velocità di I/O rilevanti – spiega Kixmoeller -. Ma i clienti che hanno acquistato i nostri dispositivi, magari per ospitare dati Sap, Oracle o di business intelligence, hanno potuto fare i conti in modo chiaro e hanno migrato qui anche i dati classici”. 

L’esperienza di Roma Metropolitane

Fra le testimonianze italiane, troviamo Roma Metropolitane, la società che svolge, per conto di Roma Capitale, tutte le funzioni di realizzazione, ampliamento e ammodernamento delle rete MM della principale città italiana: “L’infrastruttura che utilizzavamo in precedenza non era in grado di supportare il passaggio a un ambiente totalmente virtuale – racconta Andrea Spaziani, Responsabile Area Sistemi Informativi, Affari Generali, Acquisti e Servizi di Roma Metropolitane -. La combinazione di prestazioni elevate e consumi ridotti ci ha portato a scegliere la tecnologia Flash. Con i dispositivi Pure Storage, la latenza è sempre sotto il millisecondo, mentre Iops e larghezza di banda sono molto superiori alle nostre reali necessità”.
Spaziani ha previsto un ammortamento di 6 anni per il sistema FlashArray, ovvero il doppio rispetto all’infrastruttura precedentemente in uso, mentre le finestre di backup si sono ridotte considerevolmente, diminuendo il rischio di perdite di dati: “Abbiamo apprezzato caratteristiche come la semplicità di utilizzo e l’alto grado di integrazione con altri sistemi come VMware vSphere e CommVault IntelliSnap – ribadisce il manager di Roma Metropolitane - Queste qualità hanno reso rapida e indolore la migrazione sulla nuova infrastruttura Flash”.
Il mercato italiano sembra ricettivo alle innovazioni introdotte da Pure Storage. Mauro Bonfanti, che guida una struttura locale con due sedi (Roma e Milano) e otto persone, ritiene che le prospettive dipure-storage-mauro-bonfanti.jpg crescita siano più che interessanti: “Nel primo semestre di quest’anno, abbiamo già realizzato un volume d’affari pari a tutto il 2015, quindi possiamo pensare di raddoppiare il risultato dello scorso anno. Abbiamo ragione di ritenere che le aziende prossime al rinnovo tecnologico del proprio storage possano migrare verso la nostra architettura, provando un nuovo modello di business”.
La società lavora con un modello totalmente indiretto e in Italia si affida a tre distributori, ovvero Systematika, Computer Gross e Arrow, presiedendo una quindicina di rivenditori, perlopiù con caratteristiche da system integrator.
Fra le novità più recenti, si segnala FlashBlade, un dispositivo di fascia alta, studiato per aziende che necessitano di alti throughput e basse latenze, soprattutto per gestire alti volumi di dati non strutturati. FlashArray//m10, invece, lanciato in marzo, è un dispositivo pensato per le medie imprese, che però include molte funzioni presenti anche nei modelli di fascia superiore, come il 99,999% di availability, controllo tramite servizio SaaS (Pure 1) e applicazioni per Android e iOS, capacità di storage effettiva fino a 25 TB, latenza inferiore a 1 ms.
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