Oltre dieci minuti al giorno persi in attesa che un'applicazione risponda

Oltre dieci minuti al giorno persi in attesa che un'applicazione risponda

Una ricerca realizzata da Oxford Economics evidenzia l'impatto sulle performance aziendali dell'utilizzo dei programmi.

di: Redazione ImpresaCity del 11/05/2016 11:35

Enterprise Management
 
Realizzato su circa 3.000 responsabili informatici di aziende europee e americane, uno studio appena pubblicato da Oxford Economics, su commissione di Nimble Storage, evidenzia l'impatto dei ritardi di esecuzione delle applicazioni sulle performance delle aziende.
Secondo la ricerca, i ritardi nella propagazione e nell'aggiornamento dei dati delle applicazioni, definito “app-data gap”, può causare significativi cali di produttività e perdite economiche. Sulla base dei calcoli realizzati nel contesto dello studio, soprattutto le imprese americane stimano di perdere un potenziale di 7,5 miliardi di dollari in tempo lavorativo all'anno a causa di ritardi e interruzioni.
Quasi i due terzi dei soggetti interpellati nel mondo, in particolare il 53% di coloro che hanno risposto in Europa, stima che la rapidità delle applicazioni che utilizzano impatti in modo considerevole sulla loro capacità di completare i task lavorativi.
Oltre il 40% del campione evita di utilizzare determinate applicazioni al lavoro perché funzionano troppo lentamente. Il 48% di coloro che hanno risposto in Europa e il 54% negli Stati Uniti afferma di perdere oltre dieci minuti al giorno in attesa che un'applicazione risponda, mentre oltre il 50% afferma di essere meno tollerante sui ritardi rispetto a quanto poteva esserlo cinque anni fa.
Il 77% dei millennial coinvolti nell'indagine afferma che le performance applicative poco soddisfacenti hanno un'incidenza sulla loro capacità di dare il meglio di loro stessi, il rapporto a solo il 50% dei cosiddetti baby boomer è al 72% delle generazioni X. Sono dunque i giovani appena arrivati nel mondo lavorativo a pretendere maggior velocità di esecuzione. La metà di loro ha affermato di aver stoppato l'utilizzo di un applicazione perché funzionava troppo lentamente e tre quarti sono stati occasionalmente o costantemente penalizzati da ritardi su richieste o trasmissioni di informazioni con un software di business.
Gli europei sono meno intransigenti, rispetto agli americani agli asiatici, in termini di infrastrutture tecnologiche, ma la maggioranza considera che la rapidità delle applicazioni utilizzate abbia un'incidenza importante sulle capacità di dare il meglio di sé stessi.
L'analisi sulle cause porta a ritenere che nella maggioranza dei casi i problemi siano indipendenti dallo storage. Vengono evidenziati soprattutto questioni legate alla configurazione (28%), all' interoperabilità (11%), all'assenza di best practice non legate allo storage e che hanno impatto sulle prestazioni (8%). Il 7%, inoltre, ha citato problematiche di host, calcolo o macchine virtuali.
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