L’importanza delle Api nel nuovo mondo digitale

L’importanza delle Api nel nuovo mondo digitale

La prossima introduzione della normativa Psd2 modificherà sostanzialmente il mercato dei sistemi di pagamento. Si aprono nuove opportunità di business che Ca Technologies vuol cogliere.

di: Roberto Bonino del 04/04/2016 18:13

Enterprise Management
 
La normativa europea Psd2 è destinata a entrare in vigore solo all’inizio del 2018, ma le banche e il mondo finance in genere stanno iniziando ora a valutare il possibile impatto di un’evoluzione destinata a rivoluzionare il mercato dei sistemi di pagamento. Se già la prima versione della Direttiva sui Sistemi di Pagamento, che risale al 2007, recepiva i cambiamenti dettati dalla diffusione della mobility, l’aggiornamento esprime nuovi orientamenti in termini di protezione dei consumatori, innovazione attraverso la trasparenza e sicurezza dei servizi.
Lo scenario di mercato sta già subendo oggi i primi mutamenti, ma si tratta di un percorso in divenire. La normativa prevede che le banche dovranno autorizzare l’accesso alle informazioni sui conti correnti ca-fabrizio-tittarelli.jpgdei propri clienti a tutti i fornitori terzi accreditati (Tpp) che ne faranno richiesta, rendendo il mercato di gran lunga più competitivo. A questo si aggiunge che tutti i provider dovranno essere in grado di offrire un servizio di strong authentication a due fattori (credenziali digitali e strumento aggiuntivo come token, smartphone, biometria o altro). “La normativa Psd2 pone il cliente al centro di ogni transazione – sottolinea Fabrizio Tittarelli, Cto di Ca Technologies Italia – aumentando la scelta, puntando sulla sicurezza e disintermediando il flusso dei pagamenti. Si tratta di un obbligo normativo, che però può trasformarsi in opportunità di business”.
Ca Technologies ha voluto porre l’attenzione su questo passaggio storico per evidenziare come le Api (Application Programming Interfaces) possano essere la chiave per fornire l’apertura richiesta dal provvedimento, ma anche la sicurezza di connettività fra i conti dei clienti e i nuovi fornitori di servizi di pagamento. Si tratta, insomma, di adeguare i sistemi e le metodologie di sviluppo, lungo una china che il vendor sta da tempo seguendo, promuovendo la logica DevOps e ambienti di gestione a supporto di evoluzioni come quella imminente per i sistemi di pagamento.

Nuovi modelli e strumenti a supporto

Il recente studio “Api and the Digital Enterprise”, commissionato a Freeform Dynamics, dimostra come anche in Italia sia diffusa l’adozione di una tecnologia che consente ad applicazioni Web e mobile di accedere a dati e servizi in rete e su Internet. L’85% delle aziende interpellate ne fa uso per abilitare sviluppatori esterni, l’82% per creare applicazioni Web e l’81% per integrare applicazioni di back-office: “Spicca però il fatto che solo il 28% sia in grado di quantificare il valore delle Api in termini di business – aggiunge Tittarelli – e appena il 17% abbia trovato partner tecnologici in grado di fornire consulenza adeguata”.
In Italia, ancor più che nell’area Emea, la principale leva per l’utilizzo delle Api appare l’ampliamento della copertura digitale, citata dal 91% delle aziende, ma molto sentiti (tutti sopra l’85%) appaiono anche gli obiettivi di esplorazione di nuovi modelli di business, snellimento della catena domanda/offerta, velocità di rilascio delle app e miglioramento della customer experience.
Questi temi sono al centro anche delle valutazioni che banche e provider di servizi finanziari stanno facendo, alla luce della prossima entrata in vigore della normativa Psd2. Un’altra ricerca, questa volta qualitativa, commissionata sempre da Ca Technologies a Finextra, mette in evidenza, fra le altre cose, come soprattutto fra gli operatori di lungo corso siano in corso valutazioni che porteranno a modificare i modelli di business, con forti impatti anche su operations e tecnologia. L’accesso obbligatorio ai conti bancari dovrà avvenire tramite Api, possibilmente standardizzate, garantendo sicurezza dei dati e protezione della privacy, massima flessibilità sui fattori di forma (fisici, virtuali o cloud), scalabilità e performance comprovate: “Il passo successivo potrebbe essere quello dell’Universal Api Banking – osserva Tittarelli – dato che accesso aperto e app store sono sviluppi già in agenda, anche se i sistemi legacy possono frenarne l’adozione”. 

Testimonianze dal mondo del finance italiano

Chiamate direttamente in causa, le banche fanno capire di essere sul pezzo, non aver ancora avviato vere e proprie sperimentazioni, ma essere perlomeno vigili e consapevoli di poter sfruttare un’opportunità: “Nel mondo dell’e-commerce o in quello assicurativo, lo scenario è già evoluto nella nuova direzione – osserva Ugo Bechis, e-Payment e Sepa Advisor di Ub Adv -. In prospettiva, non solo fintech, Telco provider o start up del pagamento elettronico potranno interfacciarsi con noi, ma anche i big del Web o del commercio potranno diventare Tpp. Per non subire la spinta concorrenziale,banca-mediolanum---demetrio-migliorati.jpg occorre pensare di diventare broker a propia volta”. Concorda Demetrio Migliorati, Digital Workplace & Innovation di Banca Mediolanum, che si spinge anche oltre: “Anche noi avremo accesso a informazioni prima precluse e questo potrà consentire di offrire nuovi servizi, spingendo sulla leva competitiva. La user experience dovrà diventare un mantra più di quanto non lo sia già oggi, perché si potrà vincere solo con il giusto mix fra semplicità e ricchezza dell’offerta, facendo meglio di potenziali concorrenti, oggi più avanti, come Google o Amazon”.
I nuovi soggetti sono già oggi proiettati sul futuro, non necessariamente in competizione con le banche: “La possibilità di far leva sull’identità digitale, generata dal progetto nazionale Spid appena partito, ma anche il tema della strong authentication sono aspetti che favoriscono il ruolo di garante dell’istituto finanziario classico, che dal canto proprio dovrebbe trarre giovamento dall’integrazione di processo con realtà nate in un contesto già digitale e più agili”, osserva Andrea Agosti, Responsabile Servizio Security di Oasi (Gruppo Banche Popolari). Il ponte viene individuato da Antonio Bonsignore, Ceo e fondatore di MobySign: “Noi siamo una fintech con specializzazione su identità digitale e user experience. Possiamo offrire la piattaforma, lasciando alle banche il ruolo di provider”.
A proposito di nuovi fornitori che potrebbero affacciarsi sul nuovo mercato dei servizi di pagamento, il rinascente---paolo-ciceri.jpgretail appare in posizione privilegiata: “Al momento stiamo osservando i cambiamenti in atto – commenta Paolo Ciceri, Cio di Rinascente -. Il futuro sarà fatto di modelli ibridi di integrazione fra fisico e digitale sui marketplace e soggetti globali o locali della distribuzione possono giocare un ruolo. La misura del successo, alla fine, deriverà dalle scelte dei clienti”. Gli fa eco Alessandro Tiretta, Ceo e fondatore di RetApps: “Il pagamento è l’atto finale del processo d’acquisto. Tecnologia, Api, sicurezza o mobility sono elementi di supporto di un processo che ruota intorno al cliente e alla sua preservazione”. 
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