Un nuovo data center Tier IV per Elmec

Un nuovo data center Tier IV per Elmec

Inaugurata a Brunello una struttura da 13.000 metri quadrati, certificato al massimo livello per il design dall'Uptime Institute.

di: Roberto Bonino del 21/03/2016 09:10

Enterprise Management
 
Al di là delle analisi e delle previsioni degli esperti, la migrazione delle infrastrutture informatiche verso una logica ibrida o cloud oriented può considerarsi una realtà anche in Italia. A testimoniarlo ci sono fatti concreti, a cominciare dalla costruzione di nuovi spazi dedicati a ospitare batterie di server fisici e virtuali per la gestione di risorse che le aziende non riescono o non vogliono più tenere in casa.
Uno storico Managed Service Provider come Elmec ha appena rafforzato il proprio campus tecnologico di Brunello, in provincia di Varese, con un nuovo data center realizzato su un'area bonificata di circa 13.000 metri quadrati e certificato Tier IV per il design (terzo caso in Italia) dall’Uptime Institute. La struttura dispone di sistemi multipli e fisicamente isolati, che forniscono capacità ridondata al carico It attraverso percorsi indipendenti di distribuzione, attivi anche contemporaneamente.
Denominato Br4, il data center consta di sei sale server organizzate in due aree separate e ridondate, elmec-ballerio-small.jpgarrivando a una potenza complessiva di 2,4 megawatt. Ogni sala può contenere fino a 72 rack: “Con questa nuova struttura all'avanguardia, intendiamo rafforzare il nostro ruolo di provider capaci di occuparsi di tutte le complessità infrastrutturali che sottostanno ai processi di digitalizzazione delle imprese oggi in corso - ha spiegato Alessandro Ballerio, socio, amministratore delegato e direttore tecnico di Elmec -. Disegno, implementazione e gestione sono i tre passaggi fondamentali di questo percorso e noi siamo in grado di coprirli integralmente anche grazie all'impiego di circa un centinaio di tecnici dedicati, che garantiscono una copertura di 24 ore al giorno per tutto l'anno”.
Le opportunità di mercato che stanno convincendo aziende come Elmec a fare investimenti anche considerevoli (12 milioni di euro, in questo caso) nella costruzione di nuovi data center nasce dall'interesse crescente verso le soluzioni ibride, nelle quali le aziende mantengono in casa parti essenziali delle proprie infrastrutture, delegando però le attività operative a un provider di fiducia: “Poiché si tratta di un passaggio delicato - ha aggiunto Marco Lucchina, business unità director di Elmec - le aziende hanno bisogno di garanzie in termini di continuità nella fornitura del servizio incapacità di gestione dell'intera filiera. Noi siamo in grado di fornire risposte precise a queste esigenze, riuscendo a personalizzare i servizi sulle necessità di ogni cliente, monitorare ogni oggetto che compone i sistemi presenti nel data center e comprendere i dati che vengono restituiti, grazie la competenza tecnica che si fonda su oltre 1.300 certificazioni, con particolare focalizzazione su Itil e Prince2”.
Il data center Br4 fa parte di un campus tecnologico che si estende su un'area di circa 100.000 metri quadrati. Già dalla fase di progettazione architettonica è stata posta particolare attenzione alla riduzione dell'impatto ambientale sul territorio. Gli accorgimenti adottati soprattutto sui sistemi di raffreddamento acconsentito nella nuova struttura di raggiungere un Pue (Power Usage Effectiveness) di 1,15, che scende a 1,04 nella prima server room.
Con l'aggiunta della struttura Br4, Elmec puntata ampliare il raggio d'azione della propria clientela, sia in direzione della piccola e media azienda italiana sia a livello internazionale: “Ci rivolgiamo a un target dimensionale che spazia dai 50 ai 2.000 collaboratori - ha specificato Ballerio -. Vogliamo contraddistinguerci da realtà come Amazon, perché siamo in grado di fornire un servizio altamente personalizzato, capace di spaziare dal disaster recovery alla sicurezza remota sui dati, per arrivare alla gestione di specifici servizi”. Nel 2015 l'azienda ha fatturato 160 milioni di euro ed erogato servizi in 63 paesi, facendo leva sugli oltre 300 tecnici impiegati nei vari edifici del campus, ma anche con una rete di circa 5.000 collaboratori nel mondo.
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