Perché l'approccio Docker piace alle imprese?

Perché l'approccio Docker piace alle imprese?

Al nome si associa ormai in automatico il concetto di container, anche se sul mercato esistono similari strumenti di gestione.

di: Roberto Bonino del 14/01/2016 14:20

Enterprise Management
 
Docker si definisce come una piattaforma aperta per sviluppatori e amministratori di sistema creata per costruire e far funzionare applicazioni distribuite all'interno di container software. Si tratta di una tecnologia che sta acquisendo sempre maggior interesse presso aziende e terze parti che sviluppano su piattaforme open source.Il suo approccio fa leva su strumenti che consentono di automatizzare il deployment di applicazioni nei container, ma dispone anche di una propria libreria per le operazioni di containerizzazione (libcontainer).
La ragione per la quale l'approccio di Docker sta tanto attirando l'attenzione del mercato risiede nella sua capacità di inglobare l'insieme delle funzioni in una piattaforma unica. Questo consente, in effetti, di assemblare e gestire in modo efficace un'applicazione, così come tutte le sue dipendenze, in un singolo pacchetto, che può essere allocato in un container, a propria volta piazzato su qualunque server Linux. Il modo in cui questa tecnologia pacchettizza l'applicazione ne consente l'esecuzione onsite, su un cloud privato o pubblico. In questo senso, si evidenzia la capacità di portabilità e flessibilità a livello di applicazione e sono proprio questi elementi ad attrarre maggiormente le aziende utenti.

Le prospettive per la virtualizzazione

Docker è ormai integrato alle piattaforme dei principali cloud provider, come Aws, Google Cloud Platform e Microsoft Azure, in associazione con altri strumenti come Cloud Foundry, OpenStack Nova, OpenSvc, Puppet e altri. L'integrazione può avvenire anche con OpenShift Origin di Red Hat.
Anche se ormai è focalizzata sugli ambienti Linux, l'Open Container Project si è posto l'obiettivo di creare uno standard aperto e capace di supportare differenti sistemi operativi. In termini ideali, dunque, uno sviluppatore potrà fra un po' pacchettizzare un'applicazione ed essere sicuro che essa funzionerà con Docker, rkt di CoreOs, JetPack o altri. L'idea è di creare un unico ambiente di container piuttosto che diverse piattaforme concorrenti.
I container offrono nuove prospettive agli sviluppatori e agli operatori dei data center, ma permangono alcuni problemi che devono ancora essere risolti. La buona notizia è che questa tecnologia non esclusiva. I container, infatti, sono semplicemente un altro strumento, al pari di altri dedicati alla virtualizzazione. Possono, dunque, coabitare con ambienti virtualizzati attraverso un hypervisor, consentendo gli adeguati test e un'implementazione al ritmo giudicato ideale.
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