Leon He (Huawei Enterprise): L’Europa è la seconda casa di Huawei

Leon He (Huawei Enterprise): L’Europa è la seconda casa di Huawei

Huawei è al lavoro per creare un largo ecosistema europeo attorno alla sua tecnologia ICT per il settore Enterprise

di: Giulio Ferrari del 03/11/2015 18:35

Enterprise Management
 
Due chiari messaggi per il mercato europeo e italiano emergono in risalto da un incontro che ImpresaCity   ha ottenuto con   Leon He, President of Huawei Enterprise in Western Europe . Il primo riguarda il posizionamento e le strategie di Huawei per il mercato europeo occidentale e il secondo la metodologia di sostegno e supporto a questo posizionamento. 

Primo punto fermo emerso : “ L’Europa è la seconda casa di Huawei ”che sta aprendo diversi centri di sviluppo di competenze tecnologiche nei diversi Paesi del vecchio continente, ultimo in ordine di tempo un Open Lab a Monaco di Baviera nel cuore dell’industria tedesca che con i suoi global partner , da SAP a T-Systems a Bosch , ha adottato le tecnologie di Huawei al servizio della clientela.Ma, come sottolinea He, l’Italia non è indietro negli investimenti della multinazionale di origine cinese : occupa il terzo posto negli investimenti di ricerca in Europa e vanta un importante centro di competenze per le tecnologie wireless a microonde, inaugurato un paio di anni fa dallo stesso He.
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E ancora maggiori investimenti sono previsti in futuro per l ’Europa nel prossimo anno continuando una strategia di sviluppo che a differenza di quella di altri grandi player del mercato ( non ultima Dell con EMC) punta sulle competenze interne : “ vogliamo essere un’azienda considerata locale in Europa, con centri di competenze diversi che portina la nostra tecnologia vicino ai clienti e ai partner. Huawei vuole portare valore tecnologico alle persone”.

E si arriva al secondo punto del messaggio al mercato come si è anche evidenziato nella densa serie di presentazioni di un evento che ha riunito il Huawei CIO Forum 2015 e HCN Europe 2015.Huawei è al lavoro per creare un largo ecosistema attorno alla sua tecnologia ICT per il settore Enterprise. He nega che la sua azienda sia in ritardo, anzi la ritiene ben piazzata su questa strategia.Deve essere chiaro che Huawei è un “technology enabler”: “ Noi pensiamo a tecnologie facili da integrare anche end to end , mentre i nostri clienti devono pensare alle applicazioni e a come metterle in opera. Noi siamo a fianco dei nostri clienti per seguirli ( anche con i nostri centri di competenza) nello sviluppo delle loro applicazioni”.
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Un esempio di sviluppo di questo ecosistema viene dalle molte discussioni che nel corso dell’evento si sono sviluppate attorno all’Internet degli Oggetti. Spiega He:” L’IOT non è facile. C’è anche confusione su cosa sia. In questo momento esistono varie proposte sul mercato in cui la maggiore difficoltà è l’integrazione con le piattaforme legacy. Sono le funzioni di management e gestione quelle che contano e che anche i nostri partner ci chiedono. L’IoT come tutta la tecnologia abilitante di Huawei deve essere facile e semplice.” La piattaforma proposta in questo campo da Huawei si chiama LitoOS: “ Come dice il nome è molto facile da integrare e molto light. Segue le specifiche di standardizzazione industriale. Si parte da un sistema di chipset sviluppato da Huawei in casa, ma quello che conta è che come integra gli oggetti e le applicazioni . Senza contare la sicurezza che è definitivamente un problema quando si sviluppano sistemi che integrano reti, sensori diffusi e cloud”.
Ma l’ecosistema messo in piedi da Huawei con soluzioni end to end che prescindono anche dall’IoT prevede la presenza di grandi player globali. Primo fra tutti SAP: “ Con SAP abbiamo una partnership molto forte che parte da una serie di ISV locali e arriva fino a costituire un ecosistema globale. Va detto che questa alleanza è nata sul mercato cinese, quando SAP ha avvicinato per prima Huawei”.

Il prossimo anno 2016 sarà quello in cui verranno a conclusione diversi consolidamenti: HP Enterprise , Nokia - Alcatel Lucent, Dell -EMC. A questo proposito He non nasconde di considerare Cisco come il principale competitor mondiale di Huawei, ma critica nei diversi casi la mancanza di una serie di soluzioni tecnologiche end to end, oppure ritiene - come nel caso della fusione Dell-EMC - che l’offerta di Huawei sia al momento altrettanto completa con in più una maggiore integrazione.
Diverso anche l’approccio al mercato di Huawei Enterprise che non punta sul brand tout court,ma sulla capacità di operare attraverso integratori (l’esempio è ancora T-Systems) e anche carrier che si stanno aprendo al mercato diventando fornitori di soluzioni B2B a tutto tondo alle aziende e alle organizzazioni.“Noi facciamo così – conclude He . Creiamo una serie di referenze che facciano da modello al nostro ecosistema abilitando tramite la tecnologia la trasformazione delle imprese verso l’economia digitale” Come dice uno slogan ascoltato al CIO Forum se si sceglie di andare da soli si può andare veloci , ma se si compie il cammino insieme si va lontano.
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