La ristrutturazione di Deutsche Bank coinvolge anche l'It

La ristrutturazione di Deutsche Bank coinvolge anche l'It

La più importante banca tedesca taglierà il 10% del proprio organico. Il nuovo amministratore delegato però intende razionalizzare anche l'area tecnologica.

di: Redazione ImpresaCity del 03/11/2015 09:28

Enterprise Management
 
Un importante ristrutturazione toccherà nei prossimi mesi Deutsche Bank e anche l’It sarà coinvolta in questo processo. Secondo il Financial Times, il nuovo amministratore delegato, John Cryan, avrebbe rimarcato nelle proprie osservazioni le incoerenze che caratterizzano oggi l'infrastruttura informatica della banca. L'ipotesi è sostenuta dalla recente nomina di un nuovo Cio, Kim Hammonds, che si occuperà di organizzare la transizione dei servizi It.
Cryan avrebbe lamentato, in particolare, che l'80% delle settemila applicazioni presenti nel gruppo bancario siano state esternalizzate a numerosi fornitori, portando a una situazione di considerevoli complessità del sistema informativo. Il nuovo Ad vorrebbe introdurre misure di standardizzazione di razionalizzazione dell'It, ad esempio riducendo da quarantacinque a quattro il numero di sistemi operativi differenti implementati sulle postazioni di lavoro e sui server di proprietà della società.
La banca intende anche porre l'accento sulla virtualizzazione e sull'implementazione di un cloud privato, che sarebbe già oggetto di un contratto di outsourcing siglato con Hp. Nello specifico, esso prevede l'implementazione di un data center basato sull'architettura Helion, quindi su OpenStack. Il costo totale dell'operazione dovrebbe arrivare a superare il miliardo di dollari, spalmato in 10 anni.
Deutsche Bank adotterà anche delle misure utili per ridurre il numero di fornitori esterni, reintegrando tremila persone nel dipartimento It. Non sarà rinnovato il contratto di circa seimila fornitori di servizi ossia circa il 20% del totale.
Il gruppo bancario annunciato nell'ultimo trimestre una perdita netta di 6 miliardi di euro e prevede che i prossimi due anni saranno ancora difficili. Poiché gli azionisti non intendono rinunciare ai propri dividendi, l'azienda potrebbe arrivare nel tempo a separarsi da circa un quarto della propria forza lavoro.
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