Come motivare i dipendenti?

Come motivare i dipendenti?

Una ricerca Oracle mette in evidenza l'inadeguatezza delle aziende nel saper coinvolgere e motivare il personale. Quali le possibili soluzioni?

di: Redazione del 23/09/2015 14:20

Enterprise Management
 
Le aziende dimostrano scarsa capacità nel promuovere un maggiore coinvolgimento dei dipendenti sul luogo del lavoro. In altre parole sono poche le aziende in grado di risucire a motivare i propri dipendenti. Lo rivelano i risultati della ricerca Oracle Simply Talent che ha intervistato 1.511 dipendenti di grandi aziende europee.

Emerge, in particolare, l'inadeguatezza dei responsabili della gestione personale, quelli che col passare del tempo sono stati ri-denominati responsabili della risorse umane: solo il 3% afferma che è la funzione Risorse Umane a creare l’impatto più positivo per loro. Insignificante o del tutto indeguata, la capacità motivazionale e di coinvolgimento dei manager: solo il 21% dei dipendenti si ritiene soddisfatto. Sono invece i colleghi di lavoro, la componente che più di altre, contribuisce a creare una maggiore coesione e a favorire il convolgimento, un'affermazione condivisa dal 42% dei dipendenti.

Solo poco più di un terzo (35%) dei dipendenti europei si sente coinvolto sul luogo di lavoro. Tra i principali vantaggi del coinvolgimento si indicano l’aumento della produttività (56%), una minor probabilità di voler cercare un nuovo posto di lavoro (37%) e una maggiore capacità di fornire alla propria azienda idee creative sugli elementi da migliorare (35%).

Secondo gli interpellati, la principale priorità del management dovrebbe essere il riconoscimento dei risultati (53%), seguito dall'aiutare i dipendenti a capire quale sia il contributo che ciascuno di essi fornisce all'azienda (35%) e dal dare loro l’opportunità di partecipare a progetti interessanti (34%).

Preoccupa - fanno osservare gli autori della ricerca -  come circa un terzo (32%) dei dipendenti segnali la mancanza di riconoscimento dell'eccellenza individuale da parte delle aziende – un dato che indica un disallineamento tra dirigenza e personale in merito a ciò che costituisce un buon management.

Attualmente, solo il 29% dei dipendenti ritiene che la propria azienda sia proattiva nel coinvolgimento del personale; il 42% invece dichiara di lavorare in aziende che aspettano che sia il dipendente a fare il primo passo per affrontare una determinata questione. Solo il 33% è convinto che la propria azienda capisca i dipendenti e li tratti come “individui”, mentre il 56% giudica media, scarsa o molto scarsa la capacità dei dirigenti della loro funzione di fornire un feedback regolare. Solo l'11% ha un datore di lavoro che comunica con il personale mediante regolari (una volta al mese o più) sondaggi sul tema del coinvolgimento.

"I dipendenti percepiscono un gap tra ciò che li coinvolge davvero e l’approccio del management nei loro confronti, afferma Loïc Le Guisquet, President EMEA Risorse Umane di Oracle. Questa è una splendida opportunità di prendere in mano in prima persona questo tema all’interno delle organizzazioni. Visto che la motivazione arriva dai colleghi, si può rafforzare questa influenza positiva creando piattaforme di collaborazione, condivisione, strumenti social. Allo stesso modo, si possono soddisfare meglio anche le aspettative del personale – in particolare dei più giovani – riguardo alla necessità di ricevere feedback e riconoscimento in modo più regolare: i team HR possono farlo adottando tecnologie che aiutino il management ad avere una visione sempre aggiornata del profilo e delle attività dei loro dipendenti, così da stimolare dinamiche di relazione più personalizzate e soddisfacenti”.
 
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