Emc World, la forza della Federation nell’era digitale

Emc World, la forza della Federation nell’era digitale

Durante il secondo giorno a Las Vegas ribadita l’unicità della Federation che combina gli elementi best of breed di Emc, Vmware, Pivotal in una combinazione virtuosa che non imbriglia i clienti ma gli lascia libertà di scelta. Sul palco Joe Tucci,...

di: Barbara Torresani del 06/05/2015 06:00

Enterprise Management
 
Las Vegas – Il secondo giorno di Emc World 2015 è senza ombra di dubbio ’The Federation Day', con la sessione plenaria dedicata a ribadire una volta l'unicità di questa unione - Emc II (con Rsa e Vce), VMware e Pivotal - che mette a fattore comune le peculiarità dei singoli elementi, elevandone il valore in unica entità.
E’ Joe Tucci, Chairman e Ceo di Emc, ad aprire la giornata a disegnare il quadro di riferimento: Siamo nella nuova era digitale. Un momento molto interessante e stimolante, di forte disruption; il primo vero grande shift dalla rivoluzione industriale, ricco di opportunità”. Opportunità che bisogna necessariamente cogliere per essere parte del processo di trasformazione.
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Tre i principali imperativi di business indicati da Tucci
. Primo: costruire la Digital Agenda con il software al centro, elemento abilitante: E’ una nuova era anche per le applicazioni: vi sono migliaia di data center legacy  e milioni di applicazioni esistenti, che non possono essere abbandonate ma vanno traghettate e combinate con i nuovi modelli di data center e applicazioni”.
Secondo: Bisogna trasformare l’IT. E’ la risposta in questo caso indicata è l’Automated Hybrid Cloud, con un ampio range di modalità di deployement. Terzo: Focalizzarsi sulla cyber security con soluzioni Big Data di Intelligence Driven Security.
Come? La risposta appare più che scontata: con la Federation: Un’unica federazione di aziende, allineate e focalizzate, con una filosofia di fondo: libertà di scelta e niente lock in, enfatizza Tucci.
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Joe Tucci, Chairman e Ceo di Emc
Tucci inquadra meglio la Federation:
21 mila professionisti, 16 mila ingegneri/sviluppatori, un ecosistema articolato di partner, 9200 brevetti, licenze, …ma soprattutto un totale di 5 miliardi di dollari di investimenti – il 12% indirizzato alla Ricerca&Sviluppo e l’8% del fatturato in acquisizioni. Le più recenti abbracciano tutti gli ambiti toccati dalla Federation: nicira nel Software Defined  Networking; Pivotal per la nuova generazione di applicazioni cloud e data fabric e lo sviluppo rapido di applicazioni; AirWatch che gravita nel mobile data management e nella security; XtremIO nell'High performance flash technology; ScaleIO per il software defined storage; SDDS, rack-scale storage per la Terza piattaforma di data center.
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“La Federation è la riposta giusta per l’Era Digitale, e fa la differenza
”, conclude Tucci prima di lasciare il palco ai Ceo di Pivotal e VMware che, a loro volta, descrivono il business indirizzato dalle due realtà.

Pivotal, il business deve seguire nuove strade
Paul Maritz, Ceo di Pivotal si rifà al disegno tracciato ieri da David Goulden, Ceo Emc Information Infrastructure, di un mondo digitale dove i nuovi utenti vogliono innovare in modo agile, operare e interagire in tempo reale, esaltare l’esperienza personale
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Paul Maritz, Ceo di Pivotal
E pone l'accento sulla valorizzazione dell’experience, prima di indicare i tre pilatri della value proposition di Pivotal: “Bisogna cogliere le opportunità della trasformazione digitale, valorizzare l’esperienza personale del cliente - sganciandosi dalle modalità passate - eabilitare le interazioni tra persone ovunque e in tempo reale – ma anche di oggetti”.  Il problema secondo Mauritz oggi non è tanto e solo cosa fare ma anche come farlo. E la risposta Pivotal si declina oggi lungo tre direttrici:  Pivotal  Labs – con un team di 450 persone focalizzate capaci di guidare i clienti nell’acquisire una cultura digitale; Pivotal Big Data Suite, l’architettura per catturare e analizzare tutte le tipologie di dati, che poggia su Open Data  Platform;  Pivotal Cloud Foundry, la componente dedicata alla costruzione e il deployement delle applicazioni con sistema operativo open source per il cloud, governato da Cloud Foundry Foundation, una federazione che include Ibm, HP, Sap e oltre 40 altri vendor. 

VMware: bisogna costruire il ponte tra due mondi

Da una parte c’è il mondo client/server, dall’altra quello del cloud e del mobile che risponde a un nuovo modello di IT, rapido, fluido e sicuro. E occorre collegarll; è l’IT bimodale indicata da Gartner. “Oggi la nuova IT – afferma Pat Gelsinger, Ceo di VMware - è ottimizzata per lo sviluppo e il rilascio rapido di tutte le applicazioni, fruibili da ogni device”.
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La risposta VMware a questo scenario va sotto il claim ‘one cloud, any app e any device’; dove tutto definito dal software. Ed ecco che anche Gelsinger indica gli imperativi da seguire. Primo: Hybrid cloud che caratterizzerà le prossime decadi dell’IT.
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Pat GelsingerCeo di VMware 
E qui VMware mette in campo Cloud Air, la piattaforma di cloud ibrido per l’enterprise. Secondo: Il Software Defined Data Center: “I team IT che si ostinano ad assemblare pezzi sono destinati a fallire”, commenta. E accelerare in questo contesto sul fronte hardware porta dritto alle Converged Infrastructure. Terzo: il networking. E qui la risposta è VMware NSX, il network virtualizzato che trasforma gli economics di networking e security, ma anche AirWatch nell’ambito della mobile security.
Sono solo alcuni elementi costituitivi della Federation; Federation che punta a essere una proposta alternativa alle altre offerte end-to-end del mercato, anch’esse convergenti e ingegnerizzate e definite dal software, che vanno a indirizzare i nuovi trend tecnologici.
Scelte e filosofie diverse: la partita è aperta.

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