L'evoluzione dei Cio nell'era della trasformazione digitale

L'evoluzione dei Cio nell'era della trasformazione digitale

Nell'ambito dello studio annuale "Tech Trends", Deloitte ha individuato otto tendenze tecnologiche destinate a cambiare lo scenario delle imprese e dell'It.

di: Roberto Bonino del 07/04/2015 18:08

Enterprise Management
 
Ogni anno lo studio “Tech Trends” di Deloitte definisce le tendenze tecnologiche che andranno a influenzare lo scenario del mercato informatico e i relativi modelli economici. L'edizione 2015, intitolata “La fusione del business e dell'It”, individua otto orientamenti suscettibili di avere un impatto significativo sulle imprese entro i prossimi due anni.
Il documento descrive, in particolare, quale sarà l'evoluzione del ruolo del Cio nell'ambito dei progetti di trasformazione digitale delle imprese. L'analista illustra anche il potenziale che si cela dietro le Api, il valore aggiunto degli oggetti connessi, le sfide del marketing personalizzato, la rivitalizzazione delle applicazioni core business o ancora l'intelligenza aumentata. Vengono indicati anche le nuove competenze di cui l'It dovrà dotarsi per espletare in modo efficiente la propria missione. 


Il Cio visto come un Chief integration officer

La trasformazione digitale continua a modificare il ruolo del Cio impegnato in una battaglia difensiva di riposizionamento. Per integrare le innovazioni tecnologiche richieste da questi progetti, mantenendo l'equilibrio con la realtà operativa esistente, il Cio deve divenire il perno di una nuova organizzazione, che alle linee di business tradizionali aggiunge nuovi ruoli come il Chief digital officer o il Chief data officer. Toccherà a lui, in questo contesto, raccogliere idee, testarle e dialogare sugli obiettivi condivisi tanto con i dipartimenti It quanto con i manager di business. 


L'economia delle Api

Una tendenza di origine tipicamente tecnica si sta trasformando in un forte argomento di business. Quando oggi le imprese aprono le loro Api, le standardizzano e ne documentano gli accessi, lo fanno per trasmettere i dati verso l'esterno, ma anche per recuperarne ed estendere potenzialmente la loro influenza sul mercato. Per comprendere quali dati pubblicare, i manager di business sono essenziali allo scopo di determinare quelli più abili a creare valore per l'impresa. 


L'Internet delle cose a profitto delle imprese

Le aziende stanno oggi esplorando il potenziale degli oggetti connessi, ma sono ancora poche quelle che hanno compiuto sperimentazioni pratiche. Per il momento, la maggior parte di questi oggetti è collegata a infrastrutture statiche. Per sfruttarne il potenziale, in futuro, occorrerà controllare le componenti analitiche, la sicurezza, l'integrazione e l'orchestrazione. 


Un marketing a multiple dimensioni

Stiamo entrando nell'era dell'iper-personalizzazione. Negli ultimi cinque anni, evidenzia Deloitte, le imprese si sono concentrati sull'ottimizzazione delle loro relazioni con i clienti per diversi canali, utilizzando per ciascuno di essi una politica di marketing specifica. L'approccio multicanale e ancora da costruire il terreno appare ormai propizio per integrare maggior tecnologia e componenti analitiche nel marketing, avvicinando la figura del Cmo a quella del Cio. 


Software defined everything: software a tutti i livelli

La virtualizzazione dei data center permette di ridurre del 20% il costo di sfruttamento, ma dovrebbe anche portare a ridurre i tempi di messa a disposizione delle risorse, automatizzando le operazioni e rendendo più fluide le attività. I Cio possono entrare in conflitto con gli utenti interni, soprattutto i più giovani, che non comprendono perché devono attendere alcune settimane per ottenere un server, che invece possono immediatamente reperire su Amazon Web Services o su un altro cloud pubblico. Cresce il bisogno di agilità dei servizi It, ma occorre anche essere capaci di sopprimere risorse non sfruttate, altrimenti i costi rischiano di finire fuori controllo. 


La trasformazione delle applicazioni core business

Quella che Deloitte battezza “Core Renaissance”, è una tendenza legata alla necessità delle aziende di costruire modelli più agili per ambienti applicativi sui quali, negli anni passati, sono stati fatti notevoli investimenti. Gli approcci utilizzati comprendono l'evoluzione delle piattaforme (modernizzazione delle infrastrutture, consolidamento degli ambienti, aggiornamenti delle versioni), la remediation (incapsulamento delle interfacce delle regole di business, pulizia dei dati), la rivitalizzazione (con processi rimodellati sugli utenti ed estensioni Web, mobile e social) e la riscrittura. 


L'intelligenza aumentata

La capacità di auto apprendimento delle macchine e la modellizzazione predittiva su grandi quantità di dati, complessi e poco strutturati, cominciano a essere utilizzate per accrescere le conoscenze e le capacità degli utenti e non per sostituirsi a essi. La tecnologia Watson di Ibm, per fare un esempio, è stata già messa a disposizione dei medici americani per aiutarli nelle loro attività di diagnosi.
 

Il collaboratore informatico del futuro

Nel corso degli anni, i dipartimenti It hanno esternalizzato molte cose, ma le trasformazioni in corso richiedono lo sviluppo di nuove competenze tecniche interne per poter controllare gli sviluppi a venire. L'innovazione è un fattore di attrattività e, compatibilmente con i budget a disposizione, sarà necessario reperire sul mercato risorse con grandi capacità di adattamento, per essere in grado di affrontare l'insieme delle trasformazioni tecnologiche.
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