Ecosistemi digitali, arriva la We Economy

Ecosistemi digitali, arriva la We Economy

Con la Technology Vision 2015, Accenture individua le tendenze da cui sta nascendo un nuovo paradigma dell’innovazione e della produzione

di: Redazione del 13/02/2015 10:58

Enterprise Management
 
Secondo il rapporto Accenture Technology Vision 2015 le imprese più innovative stanno ampliando i confini tradizionali del proprio business entrando in contatto con altre realtà, clienti e persino dispositivi digitali dando vita a nuovi ecosistemi digitali.
Con la Technology Vision 2015, Accenture individua le tendenze da cui sta nascendo un nuovo paradigma dell’innovazione e della produzione, che si traduce sinteticamente nella cosiddetta We Economy: un modello di business, guidato dagli attuali leader della trasformazione digitale, che fa operare le aziende tra loro come ecosistemi e non più come singole entità separate, attivando un potenziale dato dall’integrazione tra business digitali, consumatori sempre più on line e prodotti intelligenti e connessi.
Il passaggio alla We Economy è una tendenza confermata anche da un’indagine globale condotta su oltre 2.000 dirigenti aziendali e responsabili IT, da cui è emerso come, quattro intervistati su cinque pensino che in futuro i confini tra settori industriali saranno sempre più sfumati in quanto le piattaforme digitali li trasformeranno in ecosistemi interconnessi. Il 60% degli intervistati prevede di coinvolgere nuovi partner nell’ambito del proprio settore industriale, il 40% di sfruttare partner digitali al di fuori del proprio settore e il 48% di entrare in relazione con le aziende leader di mercato nelle tecnologie digitali.

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“Nella Technology Vision dello scorso anno osservavamo come le grandi imprese stessero riaffermando la propria leadership adottando il digitale per guidare i loro processi con maggiore efficienza, trasformare il loro approccio al mercato, collaborare con i partner e interagire con i consumatori, afferma Paul Daugherty, Chief Technology Officer di Accenture. Ora che il digitale è diventato parte del loro DNA operativo, stanno estendendo i loro confini tradizionali, per fare leva su un più ampio ecosistema di imprese digitali e dare vita ad una nuova generazione di prodotti, servizi e modelli di business”.
L’analisi Accenture Technology Vision 2015 offre alcuni esempi (Home Depot, Samsung, Whirlpool, GE, Kenmore, LG and Maytag) di come le aziende operanti nell’ambito delI’Industrial Internet of Things utilizzino gli ecosistemi digitali per offrire nuovi servizi, cambiare le esperienze dei consumatori e penetrare in nuovi mercati.

L’analisi evidenzia  cinque tendenze tecnologiche emergenti


 

The Internet of Me
, un mondo strettamente personalizzato. Gli oggetti di uso quotidiano sono sempre più connessi e allo stesso modo anche le nostre esperienze personali condivise online possono abilitare dei canali digitali ad interagire con noi. Le aziende confermano di usare già oggi alcuni di questi canali digitali in un sistema interconnesso. Dalla Survey Accenture emerge che gli hardware maggiormente utilizzati per l’interazione sono: i dispositivi da indossare (citati dal 62% degli intervistati), i televisori connessi (68%), le autovetture connesse (59%). Le aziende più innovative stanno rivedendo il modo in cui creare nuove applicazioni, prodotti e servizi per offrire un servizio personalizzato e mantenere al contempo la fiducia del proprio consumatore. La maggioranza delle aziende (60%) prevede un ritorno positivo nell’investimento in tecnologie di personalizzazione.
 
Outcome Economy, risultati concreti grazie all’hardware. L’hardware è il collegamento tra l’impresa digitale e il mondo fisico. Secondo Accenture i clienti spesso non hanno bisogno di nuovi prodotti o servizi ma che essi diano prestazioni migliori. Con l’Industrial Internet of Things, le imprese stanno scoprendo l’opportunità offerta dal potenziamento degli oggetti di uso quotidiano dovuto alla presenza di sensori che li rendono “smart”. Questi, collegati alla rete mediante hardware connessi, offrono ai consumatori non più singoli prodotti o servizi, ma esperienze di utilizzo complete e migliori. L’87% degli intervistati ha infatti ammesso di usare maggiormente hardware, sensori e dispositivi intelligenti, l’84% di capire meglio come i prodotti vengono usati e quali risultati vogliono ottenere i clienti grazie all’intelligenza incorporata nei prodotti. Le aziende che governeranno l’”ultimo miglio” di infrastruttura tra mondo digitale e mondo fisico offrendo prestazione migliori grazie ad  hardware superiori saranno vincenti.
 
The Platform (R)evolution, definire gli ecosistemi per ridefinire i settori di mercato. Le piattaforme e gli ecosistemi digitali alimentano la nuova ondata d’innovazione e di crescita. Le aziende che utilizzano piattaforme tecnologiche digitali crescono di più ed hanno una redditività migliore. Il 75% degli intervistati ritiene che le piattaforme della nuova generazione non proverranno dalle grandi aziende tecnologiche, bensì da attori e leader del settore; il 74% di essi afferma inoltre di utilizzare le piattaforme integrando i dati con i partner. Un esempio è costituito dal rapido progresso con cui il settore della mobilità sta utilizzando il cloud computing. In questo settore la nuova tecnologia consente alle aziende non solo di ottimizzare i costi ma anche di creare nuove opportunità di business per le imprese.
 
Intelligent Enterprise, molti dati + sistemi più intelligenti = miglioramento del business. Finora, il software avanzato è stato utilizzato per aiutare le persone a decidere meglio e più velocemente, ma con l’arrivo dei big data – e con i progressi della potenza di elaborazione, della scienza dei dati e della tecnologia cognitiva – il software intelligente aiuta le macchine a prendere decisioni ancora più consapevoli. È l’era dell’intelligenza del software in cui, secondo l’80% dei nostri intervistati, le applicazioni e gli strumenti acquisiscono un’intelligenza sempre più vicina a quella umana. Il 78% ritiene invece che presto il software sarà in grado d’imparare e adattarsi ai cambiamenti del mondo e di decidere in base a esperienze apprese. Il livello successivo di eccellenza operativa e la prossima generazione di servizi software emergeranno dai recenti progressi dell’intelligenza del software. Le aziende che sapranno impiegare i nuovi software per rendere intelligenti quanti più oggetti di uso comune possibile riusciranno spostare gli obiettivi dell’innovazione su nuovi livelli.
 
Workforce Reimagined, collaborazione all’intersezione tra uomo e macchina. La spinta verso il digitale amplifica la necessità di una migliore collaborazione tra uomini e macchine. La maggioranza delle aziende intervistate (57%) adotta strumenti tecnologici che permettono ai dipendenti  di svolgere mansioni precedentemente affidate a esperti informatici, come la visualizzazione dei dati. I progressi delle interfacce naturali, dei dispositivi da indossare e delle macchine intelligenti offrono alle imprese nuove opportunità per migliorare il lavoro dei propri dipendenti attraverso la tecnologia. Da ciò deriveranno anche maggiori complessità nella gestione di una forza lavoro collaborativa composta da persone e da macchine. Il 78% dei dirigenti intervistati concorda nell’affermare che le imprese di successo gestiranno i dipendenti insieme a macchine intelligenti, garantendo la collaborazione tra i due gruppi, mentre il 77% degli intervistati pensa che entro tre anni le imprese dovranno provvedere ad istruire le macchine tanto quanto i dipendenti (ad esempio utilizzando software intelligenti, algoritmi e apprendimento meccanico). Le imprese di successo saranno quelle che meglio sapranno riconoscere e gestire i benefici della collaborazione tra talento umano e tecnologia intelligente.

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