Le protezioni convenzionali non arginano più i cyberattaccanti

Le protezioni convenzionali non arginano più i cyberattaccanti

Il secondo rapporto di FireEye sulla cybersecurity conferma come i software usati dai criminali informatici riescano a penetrare nei sistemi presi a bersaglio, specie in settori critici.

di: Redazione ImpresaCity del 15/01/2015 14:35

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Sono passati poco più di sei mesi dal primo rapporto di FireEye sulla “linea Maginot della sicurezza”, ma la conclusione resta la stessa: gli attacchi sono ormai in grado di passare attraverso diversi strati di difesa convenzionale in un’ampia maggioranza di implementazioni.
Il 96% dei sistemi monitorati nel periodo sono stati compromessi e nel 27% dei casi ciò è avvenuto con software malevoli avanzati. In settori come l’agricoltura, i trasporti, l’education, la sanità e il commercio al dettaglio tutte le imprese studiate hanno subito attacchi con qualche grado di successo.
FireEye ha preso in considerazione i dati di 1.214 implementazioni test su prospect in 63 paesi del mondo in due periodi (ottobre 2013-marzo 2014 e gennaio-giugno 2014). Il confronto fra i risultati fa emergere alcune tendenze chiare. L’ascesa degli attacchi è stato del 100% nel settore giuridico, del 37% nella sanità e di percentuali intorno al 30% nell’high-tech, nel retail, nei trasporti e nei servizi.
Cresce il peso dell’utilizzo di software malevoli avanzati, che hanno colpito soprattutto il 50% delle realtà appartenenti all’agricoltura, un’impresa su dieci nel settore giuridico, ma il 40% delle aziende dei trasporti, il 32% di quelle high-tech e il 29% dei service provider. Meglio sono andate le cose per media % entertainment, con il 18%.
In conclusione, FireEye indica alle aziende la necessità di adottare un nuovo approccio per proteggere gli asset It, abbandonando le difese passive, mal integrate, che offrono una visualizzazione frammentata delle minacce e non riescono a individuare gli elementi di un attacco avanzato.
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