L’Internet of Things ridefinirà l’identity management

L’Internet of Things ridefinirà l’identity management

Secondo Gartner, la gestione degli accessi e delle identità sono due concetti destinati a separarsi nel nuovo mondo in costruzione da qui al 2016.

di: Redazione ImpresaCity del 22/12/2014 16:33

Enterprise Management
 
L’Internet delle Cose, secondo Gartner, ispirerà i requisiti di scelta di dispositivi e relazioni fra utenti nel 20” delle implementazioni legate a identity and access management (Iam) entro il 2016. Il nuovo fenomeno, infatti, porta con sé il concetto che ogni dispositivo che interagisce con qualcuno ha una propria identità e, quindi, le relazioni sono destinate a farsi più complesse.
Di conseguenza, in base alle riflessioni dell’analista, le soluzioni Iam si divideranno, con la gestione delle identità destinata a evolvere verso le relazioni fra entità e l’access management con un ruolo più esecutivo, pronto a rimpiazzare anche le policy di autenticazione e autorizzazione.
Rispetto all’accezione tradizionale, gli aspetti correlati all’identità degli utenti continueranno a includere dispositivi e servizi, ma si espanderanno anche alla comunicazioni M2M (machine-to-machine). Sistemi e softwate integrati, dunque, faranno un uso più esteso delle nuove architetture Iam per supportare i requisiti di ubiquità legati all’Internet of Things.
Nel 2017, Gartner prevede che la gestione integrata dell’enterprise mobility rappresenterà un requisito critico per il 40% degli acquirenti, mentre oggi siamo al 5%. E nel 2020 il 60% delle imprese utilizzerà l’identità sociale autenticata per consentire ai consumatori di accedere ad applicazioni importanti, ancorché pronte a gestire i rischi. Sempre per quell’epoca, nuovi metodi biometrici sostuiranno password e impronte per accedere agli endpoint per l’80% del mercato.
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