Ancora troppo care le stampanti 3D

Ancora troppo care le stampanti 3D

I costi troppo elevati di implementazione iniziale e integrazione tecnologica costituiscono il principale freno agli investimenti, secondo una ricerca di Gartner.

di: Redazione ImpresaCity del 15/12/2014 11:45

Enterprise Management
 
L’interesse intorno all’evoluzione della stampa 3D è indiscusso, ma il ritmo della crescita del comparto rischia di essere condizionato da alcuni ostacoli non trascurabili. Gartner ha realizzato una ricerca per capire quali siano i fattori di spinta verso quello che viene denominato “additive manufacturing”, ma anche cosa stia frenando le decisioni di investimento.
Tre appaiono le ragioni primarie che inducono le aziende a riflettere attentamente sulla stampa 3D. Stiamo parlando del prototyping (24,5%), dello sviluppo di nuovi prodotti (16.1%) e dell’innovazione (11,1%). In questi contesti, la nuova tecnologia consente di materializzare componenti o prodotti in un modo certamente non consentito dai metodi tradizionali. Gartner prevede che, entro il 2018, quasi la metà del mondo industriale utilizzerà la stampa 3D per produrre pezzi di articoli da consumare o vendere.
I professionisti sondati per la ricerca hanno stimato in maggioranza che l’utilizzo di una stampante 3D nell’ambito della supply chain aziendale permetterebbe di ridurre i costi dei processi esistenti, in particolare nella ricerca & sviluppo. La diminuzione è stata anche stimata nell’ordine del 4,1-4,3%, in base alle esperienze degli early adopter.
Per determinare la scelta di una stampante 3D, il criterio più utilizzato è quello della qualità del pezzo fabbricato (37%), mentre il 28% si basa soprattutto sul prezzo. Solamente il 9% ha posto l’attenzione su dati tecnici come la velocità di stampa, i materiali compatibili, i volumi o altro. Ai vendor resta il compito di dimostrare come la nuova tecnologia possa essere applicata per rendere le imprese più competitive.
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