L’identificazione digitale acquista una dimensione europea

L’identificazione digitale acquista una dimensione europea

Le norme eIdas danno validità continentale alle firme elettroniche e introducono importanti novità, proiettate sul futuro.

di: Redazione ImpresaCity del 29/10/2014 10:02

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La normativa eIdas (Electronic Identification and Trust Services) è stata adottata il 23 luglio scorso dal Consiglio dell’Unione Europea e pubblicata a fine agosto sulla gazzetta ufficiale della Ue, consentendone in questi giorni l’entrata in vigore. Essa rinnova un vecchio testo del 1999 in materia di firma elettronica e aggiorna il concetto di identificazione digitale su scala continentale. In quanto normativa e non direttiva, l’insieme di regole si applica direttamente senza bisogno di trascrizioni nei codici nazionali dei paesi membri. Le disposizioni preesistenti restano valide fino al 1° luglio 2016, giorno dal quale solo le norme eIdas avranno valore.
Chi ha redatto il testo si è posto l’obiettivo di eliminare gli ostacoli esistenti all’utilizzo transfrontaliero dei mezzi di identificazione elettronica impiegati nei paesi membri, definendo una validità europea per le firme elettroniche qualificate e ad altri mezzi di identificazione digitale.
Ora, gli Stati dovranno gestire la responsabilità di tenere una lista aggiornata dei fornitori autorizzati al rilascio di certificati di firma elettronica. L’archiviazione di questi documenti dovrà essere garantita al di là della validità tecnica.
Inoltre, viene introdotta la nozione di firma elettronica di persona giuridica o morale, un’innovazione figlia dei processi di dematerializzazione. In effetti, fin qui la firma è sempre stata associata a una persona fisica, che si impegnava anche per conto di società o associazioni. Ora, invece, la persona giuridica si affianca a quella fisica nella capacità di impegnarsi direttamente e non solo attraverso suoi delegati. 


Facilitare gli scambi a livello europeo

Dal punto di vista tecnico, il supporto fisico (scheda con microchip) del certificato di firma elettronica non ha più la predominanza. La normativa istituisce una neutralità tecnologica delle procedure che permettono di memorizzare e utilizzare i certificati, con la prova elettronica assimilata a quella cartacea.
Concretamente, la normativa eIdas consentirà a tutte le imprese europee di rispondere a bandi di gara istituiti in uno specifico paese. Fin qui, ottenere un certificato di firma elettronica nazionale da un paese diverso da quello di appartenenza si rivelava un percorso o ostacoli, spesso deterrente alla presentazione di risposte provenienti da paesi diversi. Allo stesso tempo, sarà agevolata la contrattazione fra soggetti di paesi europei diversi senza necessità di una presenza fisica.
In quanto presidente del Dtce, associazione europea con base a Bruxelles che rappresenta le infocert---danilo-cattaneo---dg.jpgposizioni di aziende e professionisti dell’Ict specializzati nei temi del Trust e della Compliance, Danilo Cattaneo, direttore generale di Infocert, è intervenuto rimarcando l’importanza della diffusione di servizi basati sull’identità digitale per migliorare l’efficienza della macchina pubblica e stimolare lo sviluppo del business elettronico a livello comunitario. “Gli standard fissati dal Regolamento eIdas – ha sottolineato Cattaneo – possono favorire la creazione di ambienti digitali in cloud “trusted” e interoperabili e, quindi, di un florido ecosistema basato sulle reali necessità dei cittadini e delle aziende con servizi integrati nei processi di business e nella vita quotidiana. L’offerta di infrastrutture trusted ad aziende, organizzazioni e cittadini dell’Unione Europea determinerebbe un incremento nel volume di transazioni elettroniche. Inoltre, un ecosistema di questo tipo abiliterebbe nuovi modelli di business, stimolando la nascita di nuove aziende digitali e consentirebbe al settore pubblico di ridurre la burocrazia e digitalizzare i processi e le procedure”.
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