La trasformazione (non solo) digitale di Hitachi Data Systems

La trasformazione (non solo) digitale di Hitachi Data Systems

L’evento annuale dedicato a clienti e partner italiani non presenta specifiche novità di prodotto, ma rafforza un’immagine costruita su alcuni messaggi innovativi.

di: Roberto Bonino del 27/10/2014 18:58

Enterprise Management
 
L’annuale appuntamento con l’Hitachi Information Forum, evento dedicato a clienti e partner, è servito a Hds (Hitachi Data Systems) soprattutto per trasmettere alla platea quale sia oggi il percorso di una società cresciuta nel mondo legacy e oggi chiamata a rinnovarsi dai mutamenti dello scenario di mercato.
Due appaiono, in particolare, gli elementi forti sui quali il vendor di storage sta articolando la propria strategia. Il primo rimanda al concetto di “One Hitachi”, ovvero di una realtà che rivendica l’appartenenza un universo assai più articolato, quello della casa-madre giapponese, che produce una vasta quantità di merci, soprattutto nel campo dell’industria tradizionale: “Quello che un tempo poteva sembrare distante – ha commentato Dario Pardi, Vicepresidente Emea Global Market di Hds – oggi è unito nel mondo digitale, dove tutto è connesso e mobile”. Gli strumenti tecnologici indirizzati al manufacturing, al medicali o alla robotica producono dati, esattamente come i computer, le reti o gli esseri umani. Per gestire questo flusso imponente di informazioni occorrono competenze nei vari settori del mondo industriale, ma anche la disponibilità di infrastrutture tanto capienti quanto “intelligenti” nella capacità di analisi e interpretazione.
Non semplicemente Hds, ma tutta Hitachi vuole oggi presidiare la transizione verso i Big Data, forte di uan storia iniziata nel 1910 e arrivata a costruire un gigante da oltre 96 miliardi di dollari di fatturato (il 18% viene da Hds), con un budget di 3,6 miliardi dedicati all’innovazione, mille filiali e 326mila dipendenti.
Il concetto di visione unificata parte dalla corporate ma si estende anche alla strategia più specifica di Hds, che tende a porre l’accento sull’omogeneità della piattaforma tecnologica sulla quale si costruisce non solo l’offerta storage, ma anche quella delle infrastrutture convergenti e degli accessi intelligenti.
Qui si innesta il secondo concetto forte trasmesso al pubblico presente all’Hitachi Information Forum. Il costruttore vuole uscire definitivamente dagli ormai ristretti confini del mondo legacy, dove comunque ancora realizza la parte più significativa del proprio giro d’affari, per abbracciare i temi più caldi dell’evoluzione tecnologica in corso. Il cloud e la virtualizzazione prima di tutto, ma anche l’Internet of Things, le analisi in tempo reale, la social innovation. D’altra parte, il mercato delle nuove tecnologie digitali è quello che sta crescendo anche in questa lunga fase di congiuntura negativa per l’Ict in Italia: “Siamo nell’anno della svolta – ha confermato Roberto Masiero, amministratore delegato di The Innovation Group -. Big Data, mobility, IoT e social sono i pilastri di un mondo in movimento, dove gli eventi sono scatenati da una nuvola di dati e le ricadute possono essere importanti anche in settori tradizionali. Nel manufacturing, per esempio, gli oggetti intelligenti possono essere il veicolo di una nuova crescita”.
In questo scenario, Hds sta provando a cambiare posizionamento: “Il quadro di riferimento delle aziende innovative come la nostra o Sap, non a caso per noi partner strategico, è legato assai più a realtà come Anazon, Google, Abb o General Electric, che non ai competitor tradizionali dell’It”, ha sottolineato Walter Simonelli, country general manager di Hds Italia. Attori nativi del mondo digitale o che hanno le spalle tanto forti da potersi rapidamente riconvertire e adattare ai cambiamenti. I cardini tecnologici di questa visione si possono chiamare Continuous Cloud Infrastructure, Advanced Analytics Architecture o Unified Compute Platform. Quello che sta evolvendo in casa Hds è la visione d’assieme anche della pura evoluzione tecnologica, dove non sono tanto i prodotti in sé la fare la differenza, ma la loro collocazione in un disegno complessivo, che starà ai partner tradurre in soluzioni utili a supportare la trasformazione digitale delle aziende, magari con il supporto di una struttura dedicata come Accadis, che in Italia affianca una realtà da oltre cento dipendenti nella costruzione e nella gestione del canale.
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