Per Cisco è tempo di ristrutturazione e ripensamenti

Per Cisco è tempo di ristrutturazione e ripensamenti

La cura dimagrante dell’organico è destinata a proseguire, di fronte a una crescente concorrenza soprattutto da Oriente. Possibile uscita anche dalla joint venture Vce.

di: Redazione ImpresaCity del 22/10/2014 09:52

Enterprise Management
 
Dopo aver licenziato quasi 20mila persone negli ultimi cinque anni, Cisco ha confermato l’intenzione di proseguire lungo questa strada, a fronte di un andamento poco soddisfacente. Il Ceo, John Chambers, ha sottolineato come, nell’ultimo trimestre, la modesta crescita nelle vendite nelle due Americhe e in Europa (1-2%) sia stata assorbita dal calo del 7% della regione Asia-Pacifico. È lì che l’azienda sta soffrendo la concorrenza di realtà come Huawei e Zte e questo porta a ritenere che non ci si debba aspettare una ripresa nei prossimi trimestri.
Pertanto, la società californiana ha comfermato di voler ristrutturare alcuni segmenti di business, con un impatto atteso su circa 6mila dipendenti, ovvero l’8% dell’organico totale. Secondo le intenzioni annunciate ufficialmente, Cisco vorrebbe concentrarsi su ambiti come il cloud, la sicurezza, la virtualizzazione, l’analisi, i data center, l’Internet delle Cose e la collaborazione. Anche in termini di organizzazione interna sono previsti cambiamenti per affrontare i temi portanti proposti dal mercato.
Fra le novità, potrebbe esserci anche la decisione di uscire da Vce, la joint venture creata con Emc e VMware per le infrastrutture convergenti nella quale Cisco possiede il 35%. Nel caso, la quota verrebbe rilevata dal leader dello storage, per farne un’entità societariamente paragonabile alla stessa VMware, Pivotal o Rsa Security. Questo non significherebbe però la fine della collaborazione fra i due big del mercato It. Anzi, Emc potrebbe integrare meglio server e switch Ucs nella propria offerta Vblock.
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