Praim e Thin Client: l'informatica centralizzata nell'era della virtualizzazione

Praim e Thin Client: l'informatica centralizzata nell'era della virtualizzazione

L’alternativa thin client si può rivelare essenziale al contenimento dei costi garantendo al tempo stesso efficienza e ottimizzazione delle risorse

di: Redazione del 30/09/2014 18:32

Enterprise Management
 
Razionalizzazione dei sistemi informativi, ottimizzazione delle risorse, ricerca di nuova efficienza. Le organizzazioni IT stanno in tutti i modi cercando di riuscire a mettere a punto un ambiente informativo a basso TCO, salvaguardando e al tempo stesso migliorando le performance complessive rilasciate dalle infrastrutture di sistema. La parola d’ordine è consolidamento, obiettivo sul quale le aziende hanno investito puntando sulla virtualizzazione, razionalizzando soprattutto la spesa server e conferendo a quest’ultima nuove proprietà in termini di scalabilità e flessibilità.
L’approccio alla ottimizzazione viene ora perseguito con una visione più ampia che prevede l'estensione della virtualizzazione allo storage e al networking, andando così ad allinearsi a una logica che viene oggi in gergo etichettata come defined software networking, logica sempre più associata alla gestione delle risorse complessive di un data center in ottica cloud. Ma la spinta a una maggiore ottimizzazione delle risorse si è estesa anche al client, all’endpoint.
Da una parte la diversificazione innescata dall’utilizzo di dispositivi eterogenei - mobile, tablet, convertibili e smartphone - che soddisfano esigenze di mobilità e lavoro collaborativo secondo modalità any device, anywhere, anytime, ovvero possibilità di acesso alle applicazioni e servizi aziendali da qualsiasi dispositivo, da qualsiasi luogo e in ogni momento, dall’altra l’esigenza di un virtual desktop che possa essere traslato su molteplici interfacce, mobili, per l’appunto, e fisse, come il desktop. E grazie ad avanzamenti e innovazioni nell’ambito del virtual workplace si è iniziato a rendersi conto che quest’ultima componente, il desktop per l’appunto, era diventata una risorsa costosa e ad alto tasso di TCO.
Quale possibile rimedio? In molte organizzazioni è oggi possibile decidere di allestire postazioni di lavoro meno costose e più facilmente gestibili attraverso l’utilizzo di quella tecnologia che in gergo viene definita come thin client, un’idea che richiama l’era del mainframe, ma rivisitata in chiave moderna. Il thin client corrisponde alla rivincita dell’informatica centralizzata - che nella sua accezione più estrema la si può oggi individuare nel cloud, paradigma dell’IT as service - nei confronti dell’informatica distribuita e del client-server. Centralizzare le risorse, quindi, ottimizzando il software per gestire in modo virtualizzato server e workplace, in stile VmWare o Citrix. Badate bene, si è usata l’espressione workplace poiché le attuali tecnologie consentono di adatttare l’interfaccia a una pluralità di device. Ergo, virtualizzazione non del solo desktop, ma di una molteplicità di endpoint.
Un approccio, quello del thin client, che può aiutare a ridurre drasticamente le spese di gestione dell’installato. Minori costi di accesso all’hardware e ridotte spese energetiche. Fattore, quest’ultimo, che risulta essere sempre più all’attenzione dei manager IT, consapevoli di quanto il costo energetico sia ormai un fattore che incide in modo sensibile sull’innalzamento del costo unitario per singolo posto di lavoro, costo direttamente proporzionale al numero di utenti che un’organizzazione ha l’obbligo di gestire.
Praim, società leader nella fornitura di thin client, ha da sempre fatto proprie queste argomentazioni. “Nell’ottica di riduzione del TCO di un’infrastruttura, laddove l’azienda abbia optato per una gestione centralizzata del desktop o degli applicativi, la scelta di un thin client come endpoint per la propria postazione di lavoro non può che rivelarsi vincente, affermano in Praim. In termini di risparmio energetico un thin client consuma fra gli 8 e i 13 W. Confrontando il thin client a una postazione PC tradizionale, il cui consumo si attesta mediamente sui 150W, il fabbisogno energetico è da 10 a 20 volte inferiore, con un risparmio calcolato, che può arrivare fino a 75 euro per postazione/anno. Non ultimo gli apparati thin client godono di una vita media estremamente più alta delle postazioni PC. Non essendo dotati di parti in movimento, quali hard disk e ventole, la loro vita è di circa 7/10 volte più lunga di un PC”.
La valutazione del thin client come possibile alternativa al desktop risulta peraltro sempre più attuale. Basti pensare a quante aziende oggi si trovano nella condizione di decidere per l’upgrade a una nuova versione Windows - la 8 o in prospettiva la 9 - e quale sia il costo associato a una simile operazione, considerate la necessità di rinnovamento del parco hardware. Si parla di decine o centinaia di PC per un ambiente di piccola media impresa e di migliaia di desktop in ambiente di grandi organizzazioni. Soltanto il 20% delle organizzazioni a livello mondiale, a distanza di due anni dal lancio, ha adottato Windows 8, il restante 80% è costituito da versioni pregresse, affermano gli analisti di Forrester Research. Di fronte a una situazione di questo tipo si pone il problema della sostenibilità di una postazione di lavoro desktop tradizionale. L’alternativa thin client, in tempi di centralizzazione dell’informatica, e in virtù del successo del paradigma della virtualizzazione e del cloud, si può dimostrare corretta sia dal punto di vista di contenimento dei costi, sia da un punto di vista di efficienza e ottimizzazione delle risorse.
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