La rivoluzione del data center secondo Gartner

La rivoluzione del data center secondo Gartner

Fattori come la concorrenza fra siti, la frammentazione del mercato, il cloud e la mutevolezza delle dinamiche economiche porteranno a cambiamenti radicali.

di: Redazione ImpresaCity del 16/09/2014 14:29

Enterprise Management
 
Il mercato dei data center dovrebbe attraversare una fase rivoluzionaria nei prossimi 3-4 anni, secondo le ultime previsioni messa punto da Gartner. Quattro sono i principali fattori di cambiamento, destinati a generare opportunità e rischi: la concorrenza fra siti It, l’ascesa del cloud computing, la frammentazione del mercato e la mutevolezza delle dinamiche economiche.
Le crescenti pressioni stanno già agendo sul comportamento dei fornitori. Questo passaggio, abbinato ai quattro citati fattori di destabilizzazione, stanno preparando il terreno a una fase di profondi mutamenti, sostiene l’analista. I fornitori di tecnologie, soluzioni e servizi per i data center vengono suddivisi in tre classi: i protettori, i disgregatori evolutivi e quelli rivoluzionari. I primi difendono le loro quote di mercato, margini e base installata. I secondi destabilizzano i primi, cercando comunque di proteggere le proprie attività. Gli ultimi hanno modelli più agili e strategie più semplici di go-to-market.

Esternalizzazione e piccoli provider crescono

Il dominio dei cloud provider potrebbe mettere fine al business dei tradizionali operatori di data center, conferma Gartner. Il passaggio di sviluppi e applicazioni da un modello interno a uno esternalizzato ha impatto sulle attese in termini di nuove applicazioni interne, che necessitano di un’It più flessibile, distribuita e ibrida. L’approccio SaaS e Cloud First implica anche che le infrastrutture hardware siano allineate alle architetture Web. Anche se alcuni workload non funzionano meglio in cloud, gli operatori possono assicurare che la capacità eccedente sia utilizzata a costi più bassi, per mantenere un utilizzo ottimale e un ritorno finanziario migliore.
Secondo Gartner, i Managed Service Provider e i fornitori di infrastrutture tradizionali non riescono, al momento, a proporre alternative convincenti ai servzi cloud di Amazon, Google o Ibm. Sul mercato delle infrastrutture, stanno avanzando diverse tecnologie innovative, come le Sdn (software-defined network) o lo storage programmabile, la virtualizzazione delle funzioni di rete, i processori e le infrastrutture integrate di tipo Web. Dato che i clienti sono oggi alla ricerca di nuove forme di efficienza, si sta creando una domanda latente per queste tecnologie e i risultati connessi.
Lo scandalo Prism ha poi prodotto una nuova frammentazione del mercato, spostando l’attenzione degli utenti dai grandi fornitori multinazionali (spesso giudicati non più degni di fiducia) verso tecnologie sviluppate localmente, open source e hardware. Gartner prevede un ritorno dei piccoli assemblatori, che porterà a un nuovo aumento delle macchine senza un brand noto. Questi operatori non potranno certo replicare le economie di scala dei grandi provider, ma l’ecosistema dell’hardware open source dovrebbe aiutarli ad affrontare il problema. Nemmeno i fornitori di processori come Intel e Amd saranno esenti da qualche erosione delle proprie quote di mercato, a beneficio, in particolare, delle architetture Arm connesse ai terminali mobili.
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