Le ambizioni di Rhel 7

Le ambizioni di Rhel 7

Gianni Anguilletti, country manager di Red Hat Italia, commenta alcuni aspetti legati al rilascio del nuovo sistema operativo.

di: RB del 02/07/2014 16:15

Enterprise Management
 
Recentemente, Red Hat ha annunciato la disponibilità dell'ultima major release del proprio sistema operativo, denominata Rhel 7. Impresa City ha commentato con Gianni Anguilletti, country manager di Red Hat Italia, alcuni aspetti legati al rilascio.

La polivalenza di Rhel 7 porta a un’estensione del supporto soprattutto verso le macchine virtuali. Prevedete di diventare, in prospettiva, un’alternativa in tutto e per tutto a Vmware?
Sicuramente l'offerta Red Hat risulta già oggi una valida e completa alternativa. Mi riferisco, ovviamente, alla nostra soluzione di virtualizzazione tradizionale Rhev, insieme a Red Hat Enterprise Linux OpenStack Platform, quale piattaforma capace di supportare workload di nuova generazione. Entrambe le soluzioni possono essere gestite e controllare grazie a CloudForms che si pone come Cloud Management Platform. Prodotti che trovano Rhel come base portante per costruire un completo stack infrastrutturale basato totalmente su tecnologia open source.

Pensate che Docker possa essere per voi il nuovo OpenStack, nel senso che intendete farvi paladini della tecnologia open source diventandone il principale contributor e, quindi, gestendone le evoluzioni?
Docker è un progetto di sicuro interesse con potenzialità e scenari innumerevoli. Red Hat ha già dimostrato il suo pieno coinvolgimento nei container e in Docker, il supporto all'interno di Rhel 7 ne è una prova concreta. Nel futuro, certamente ambiamo al ruolo di protagonisti e promotori di questa nuova tecnologia che potenzialmente può portare dei cambiamenti radicali all'interno dei data center.

Quali tipologie di realtà, in Italia, sono oggi ricettive al concetto di cloud ibrido aperto, che costituisce forse il contesto evolutivo più diretto per Rhel 7?
Tutti i nostri più grandi clienti hanno cominciato analisi, studi di fattibilità ma anche implementazioni vere e proprie per cominciare quello che noi definiamo un viaggio che ha come meta il cloud ibrido aperto. Le realtà più strutturate del settore Telco e Finance stanno dimostrando la giusta maturità per l'inserimento di tutti quei concetti che il cloud si prefigge di introdurre all'interno dell'It, ma anche del business stesso.

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