Ca Technologies, le applicazioni guidano la rivoluzione dell’It

Ca Technologies, le applicazioni guidano la rivoluzione dell’It

La velocità è il paradigma sul quale sempre più si misura l’innovazione. Il software si posiziona al centro del cambiamento e la logica DevOps può aiutare oggi i Cio.

di: Roberto Bonino del 30/06/2014 18:12

Enterprise Management
 
Nell’attuale fase storica, che analisti e operatori del mercato Ict concordano nel definire della “trasformazione digitale”, sono le applicazioni software a guidare il cambiamento e le aziende devono, di conseguenza, adeguare soprattutto i processi di sviluppo, per renderli più agili e veloci.
Nel corso di un un incontro fra osservatori e utenti, organizzato a Londra da Ca Technologies, Andrew Buss, analista di Idc, ha parlato di una terza generazione nel campo delle piattaforme It, dopo il tempo dei mainframe e delle architetture client-server: “Oggi dominano l’economia in rete e la mobilità, in un contesto dove i numeri degli utenti possono arrivare a essere anche miliardi, si continuano a produrre app a ritmo incessante e i cicli di sviluppo, inevitabilmente, si velocizzano”.
ca-eric-grotefeld-002.jpgIn quella che può essere definita la “application economy” dei nostri giorni, il tempo sembra essere il fattore dominante e stride uno scenario nel quale molte applicazioni pensate per i consumatori si aggiornano continuamente, mentre i tradizionali cicli di sviluppo hanno ancora altre dimensioni: “Non è più il tempo nel quale si avevano a disposizione mesi o anni per adattarsi ai cambiamenti dei mercati – ha puntualizzato Eric Grotefeld, vicepresidente per l’Application Delivery di Ca Technologies -. Oggi Amazon mette nuovo codice in produzione ogni venti secondi, mentre i Cio spesso impiegano sei mesi per produrre quanto necessario alle esigenze del business”.

Le promesse della logica DevOps

La risposta del vendor, corroborata dalle esperienze positive di alcuni utenti, si chiama DevOps, una logica nella quale sviluppatori e team operativi si integrano per migliorare collaborazione e produttività, attraverso l’automazione di infrastrutture e workflow, nonché la misurazione continua delle performance applicative. Le tecnologie legacy, ancora largamente presenti, possono rappresentare un ostacolo, ma i più concordano sul fatto che l’attenzione deve essere concentrata soprattutto sulle persone e i processi.
Il telecom provider Swisscom ha affrontato il tema implementando Ca Release Automation nella propria filiale dedicata ai servizi televisivi, consentendole di rilasciare nuovi canali digitali e altre innovazioni in un tempo misurabile in ore e non più settimane. L’integrazione fra le strutture operative e di sviluppo è avvenuta in modo deciso: “Innanzitutto, abbiamo spostato le persone dei due gruppi in un'unica sede comune – ha spiegato Ahmad Alayan, responsabile DevOps in Swisscom Tv -. Su questa base abbiamo costruito un’evoluzione culturale che ha portato i dipendenti a preoccuparsi meno del tempo passato in ufficio e più degli obiettivi da raggiungere”.
L’abbattimento dei silos interni alle organizzazioni non è un tema nuovo, ma sembra oggi essere particolarmente urgente e richiede un intervento drastico e ben orientato del management per ibridare le competenze: “Per noi è essenziale che gli sviluppatori comprendano bene quello che fanno gli operatori dei magazzini – ha confermato Joe Butler, direttore dei servizi di integrazione di Dhl Supply Chain in Uk -. Su questa base, abbiamo reingegnerizzato i processi di sviluppo in chiave DevOps, per offrire il time-to market richiesto dai clienti”.

Lo scoglio del cambiamento culturale

Il cambiamento deve essere, dunque, innanzitutto culturale e se in Italia molte realtà medio-grandi ca-mo-uppal.jpgappaiono ancora indietro su questo fronte (basti pensare alle aziende delle telecomunicazioni, dell’industria o della Pubblica Amministrazione), all’estero cresce perlomeno la volontà di andare oltre gli steccati, affidando il lavoro di integrazione a persone esperte e dedicate. Mo Uppal è arrivato da pochi mesi in British Gas proprio per portare la propria esperienza DevOps all’interno della utility britannica: “Una delle sfide più importanti è portare i dipendenti a condividere valori comuni nel proprio lavoro – ha testimoniato il manager -. Ciascuno vuole svolgere il proprio lavoro e il top management vuole migliorare la produttività. Ma nelle grandi aziende c’è ancora un certo scollamento fra intenti e pratiche concrete”.
In questa rivoluzione culturale, occorre avere le idee chiare sulle battaglie da combattere. In termini pratici, questo significa dare diverse priorità alle applicazioni esistenti e da sviluppare. Contino è un’azienda di consulenza che ha creato un modello di maturità delle imprese in ambito DevOps; “Dividiamo le applicazioni in tre famiglie – ha illustrato il fondatore Ben Wootton -. Quelle rapide devono essere disponibili sul Web o i dispositivi mobili e hanno una logica da consumatore. Ci sono poi quelle medie e quelle lente, come ad esempio l’area della contabilità. Le prime si prestano maggiormente a essere trattare in logica DevOps”. Ha concordato su questa visione Julien Bensaid, responsabile dell’area Global Testing Practice di Atos, citando il caso di una realtà che ha ricostruito l’ambiente applicativo come uno store aziendale: “Tutti hanno accesso, per esempio, a un’applicazione di Crm, con differenze dettate dai ruoli. Ma chiunque può visualizzare gli ultimi dieci contratti siglati per verificare se ci sia allineamento con gli obiettivi e la strategia”.
Quindi, anche se gli aspetti culturali e organizzativi prevalgono nel modo di affrontare la “app economy”, ci sono comunque componenti tecnologiche da non trascurare, soprattutto se ci si riferisce all’automazione dei test, della gestione delle versioni e dell’infrastruttura. Anche quella DevOps può essere una strada per accrescere il prestigio dei Cio, che possono affrancarsi dall’immagine dell’It lenta fin qui accreditata presso le linee di business per puntare in modo più diretto all’avvicinamento fra la propria struttura e il resto dell’azienda.
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