Micro Focus, come gestire la compliance del mainframe

Micro Focus, come gestire la compliance del mainframe

La mancanza di documentazione del codice applicativo limita la sostenibilità della compliance ed espongono le aziende a rischi di data privacy

di: Redazione del 27/06/2014 14:29

Enterprise Management
 
Micro Focus ha annunciato i  risultati di una nuova ricerca mondiale commissionata a  Vanson Bourne  sul tema della Compliance. Lo studio, condotto  intervistando 590 CIO e IT Director di 9 paesi nel mondo, dimostra con chiarezza come, in presenza di leggi o regolamentazioni specifiche che richiedano adeguamenti di applicazioni mainframe aziendali, il 39%  dei CIO scelga di affidare esternamente lo sviluppo e il testing.  Gli USA guidano la tendenza (62% dei progetti), seguiti da UK (40%) e Germania (26%). 
Oltre la metà degli IT leader (55%) dichiara una scarsa conoscenza delle applicazioni mainframe e dell’organizzazione dei dati aziendali in relazione alla Compliance e il 73% ritiene che la documentazione disponibile in azienda sia incompleta; queste lacune rendono complesso identificare e realizzare le modifiche imposte dalle normative. Il 44% dei CIO dichiara di subire limitazioni strutturali nell’apportare le modifiche ma quasi tutti (98%) sono convinti dell’importanza di salvaguardare il proprio ambiente mainframe, con un 91% che si dice certo di un suo ulteriore sviluppo in futuro.
Commentando i risultati della ricerca, Valentino Magri, Solutions Consulting Team Leader Italia &GME  Micro Focus, ha dichiarato - “I continui cambiamenti legislativi si declinano in nuove misure normative come ISO27002, Basilea III, FACTA e SEPA, che obbligano le aziende a cambiare o aggiornare le loro applicazioni più strategiche. Le complessità che derivano dalla mancanza di documentazione circa il codice applicativo limitano le capacità di risposta dei team interni ed espongono le aziende a rischi della data privacy, inducendole a rivolgersi ad entità esterne per risolvere la situazione”.
Le tecnologie attuali consentono di definire fasi ripetibili ed efficaci per aggiornare tempestivamente le applicazioni critiche, garantendo l’efficienza necessaria per i progetti legati alle normative” - conclude Magri - “In tal modo, le organizzazioni sono in grado di ottimizzare gli sforzi e definire le priorità – sia che scelgano l’approccio interno sia che la scelta ricada sull’outsourcing – rendendo efficiente l’attività dello staff di sviluppo nell’apportare le modifiche necessarie e gestendo correttamente, al contempo, l’impatto dei cambiamenti sull’organizzazione.”

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