Crescita regolare per il middleware

Crescita regolare per il middleware

Per il 2013, Gartner ha misurato un incremento del 5,6% nel comparto dell’Application Infrastructure and Middleware.

di: Redazione Impresa City del 16/05/2014 14:11

Enterprise Management
 
Nel 2013, gli attori consolidati del middleware hanno registrato una crescita in linea con il recente passato, anche se non eclatante in termini assoluti. Gartner, infatti, ha attribuito al comparto Aim (Application Infrastructure amd Middleware) un valore complessivo di 21,5 miliardi di dollari, equivalenti a un progresso del 5,6% rispetto all’anno precedente.
I fattori che guidano il segmento riguardano la necessità delle aziende di strutturare una strategia digitale in un contesto che fa sempre più perno sul cloud, la moltiplicazione dei terminali o punti di accesso ai sistemi informativi e l’aggregazione di fonti di dati eterogenee. Secondo Massimo Pezzini, vicepresidente di Gartner, la trasformazione digitale delle imprese sta rendendo poco adeguate le attuali strategie middleware e i responsabili It sono consapevoli di dover aggiornare le infrastrutture per aggiungere intelligenza operativa in tempo reale nei processi di business e adattare l’approccio in tema di integrazione.
A fare da contraltare in senso negativo, c’è la rivalità crescente delle offerte PaaS e di quelle open source. Le soluzioni middleware tradizionali sono ricche ma anche costose e quindi, secondo Pezzini, sono destinate a essere rimpiazzate da tecnologie più leggere, a basso costo, che possano accelerare il rapporto fra tempo e valore.
Fra i vendor, Ibm resta la numero uno, con il 30% di quota di mercato, un giro d’affari di 6,4 miliardi di dollari e una crescita dell’1,6% nel 2013. Dietro troviamo Oracle (solo + 0.4%) e Microsoft, che ha registrato un aumento del 6%, per una quota complessiva di mercato del 5%. Software Ag è la società andata meglio fra le prime cinque, ma dietro il progresso dell’8,1% c’è anche la strategia di acquisizioni del vendor tedesco. Al quinto posto, si trova Tibco, ora in pieno riposizionamento sul fronte analitico, che precede Ca, in calo del 2,3%.
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