Riverbed, come assicurare la modernizzazione del data center

Riverbed, come assicurare la modernizzazione del data center

Come supportare in modo adeguato investimenti in nuove tecnologie? Come riuscire a diventare un vero Transformer e massimizzare ROI ed efficienza?

di: Piero Macrì del 21/03/2014 12:02

Enterprise Management
 
Consolidamento e ottimizzazione del data center non possono avere successo solo per effetto della virtualizzazione. In particolare in ambiente cloud - dove gli interventi a livello enterprise fanno sempre più riferimento sia alla modalità pubblica sia a quella privata, in una dimensione ormai comunemente definita come ibrida - l’adozione di nuove tecnologie deve essere strettamente legata alla modernizzazione dell’infrastruttura”. E’ in questo modo che Albert Zammar, country manager di Riverbed Italia, commenta i risultati emersi della recente survey svolta a livello Emea su un campione di oltre mille IT decision maker, appartenente a imprese con oltre mille dipendenti e commissionata a Loudhouse, un’agenzia di ricerca indipendente basata a Londra.
Social media, big data, cloud computing, mobile, qualunque sia l’area di intervento – aggiunge Nino D’Auria, VP Channel Sales Emea di Riverbed - se non viene accompagnato da una tecnologia di rete in grado di sfruttare il potenziale dell’innovazione, significa rischiare di avere performance non adeguate e, soprattutto, un ritorno dell’investimento, inferiore a quello riscontrato in architetture di tipo tradizionale. Significa che applicazioni costose che vengono metabolizzate all’interno delle aziende non vanno a soddisfare le aspettative originarie”.
Il cloud può essere una modalità che si può tradurre in efficienza e riduzione di costi, assicurando maggiore produttività? In linea teorica sì, risponde D’Auria, a condizione che venga predisposto un assetto coerente in termini infrastrutturali, vedi per esempio il nostro approccio al mobile. E quante sono le aziende che avendo investito in nuove tecnologie sono riuscite a supportarle in modo eccellente? Dalla ricerca – dice Zammar - emerge che solo il 25% delle organizzazioni ritengono di essere riuscite a supportare in modo adeguato i nuovi investimenti. Sono le aziende che Riverbed definisce come Transformer, aziende il cui obiettivo è massimizzare il ROI ottenendo flessibilità ed efficienza operativa.
La difficoltà nel sostenere nuovi investimenti con una coerenza a livello architetturale è evidenziata dal consistente numero di aziende, il 44%, che afferma di non essere riuscita a conseguire risultati soddisfacenti a fronte degli investimenti IT effettuati negli ultimi tre anni: avremmo potuto spendere meno e ottenere migliori risultati, affermano i manager nella survey. Come osserva D’Auria, “si riscontra con una certa frequenza una perdita del valore dell’innovazione. Si pretende di avere nuove tecnologie ma non si è consapevoli dei problemi dell’infrastruttura sottostante”. Un fenomeno ancora più diffuso che in passato in quanto la componente LOB, in particolare il marketing, diventa un IT decision maker senza che vi sia sufficiente consapevolezza di quanto l’introduzione di una nuova applicazione, si pensi al mobile o a soluzioni SaaS, necessiti di un bilanciamento in termini di fattori infrastrutturali e di networking.
L’analisi delle performance, in termini di rete e applicazioni, per Riverbed è quindi un passaggio obbligato per riuscire a impostare un framework tecnologico in grado di supportare l’ingresso di nuova tecnologia e la modernizzazione del data center. Significa - conclude D’Auria - vedere l’IT in una logica d’insieme, guardando agli interventi migliorativi d’infrastruttura necessari a creare un ambiente ad alta produttività in grado di garantire ROI coerenti con le aspettative di business.
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