Pressioni e dilemmi intorno alla fine del supporto su Xp

Pressioni e dilemmi intorno alla fine del supporto su Xp

Microsoft invita caldamente le aziende a migrare verso Windows 8, pena l’esposizione a rischi molto alti. Soprattutto le Pmi, tuttavia, sono ben lontane dall'essere pronte.

di: Roberto Bonino del 18/02/2014 13:40

Enterprise Management
 
Non è più un grande mistero che l’8 aprile terminerà il supporto ufficiale di Microsoft a Windows Xp, destinato ad an dare in soffitta dopo dodici anni di onorato servizio e soddisfazioni (leggi royalty) per il produttore. Anche la ricerca condotta in Italia da Idc soprattutto su aziende di dimensioni medie e piccole (da 6 a 499 dipendenti) conferma che la maggioranza sa che esiste una scadenza. Quello che ancora manca è un piano di aggiornamento messo in atto da meno di un terzo del totale delle realtà fino a 50 dipendenti.
microsoft-carlo-purassanta.jpgIl messaggio di Microsoft è chiaro e viene ben espresso dall’amministratore delegato Carlo Purassanta: “Chi ancora usa Xp non sta pensando a un utilizzo moderno della tecnologia. E lo è anche ritenere che basta salire di un solo livello, quindi a Windows 7, per stare tranquilli”. In sostanza, quel 68% di realtà che ancora non si è attrezzata, nonostante la scadenza sia ormai prossima, deve affrettarsi a migrare direttamente a Windows 8.1, pena l’esposizione a rischi legati soprattutto alla sicurezza, visto che non saranno più fornite patch. Gli antivirus forniranno ancora un livello di protezione limitato alle signature fino al 2015, ma le macchine non aggiornate diventeranno un facile bersaglio per hacker pronti a individuare punti di debolezza ben superiori: “Meglio passare a sistemi protetti già a livello fisico – sottolinea Carlo Mauceli, national technology office di Microsoft – e a un ambiente che già contiene uno strumento di protezione come Windows Defender”. 

Limiti culturali e di budget

Per supportare le aziende nell’auspicato processo di migrazione, la casa di Redmond ha formato sul territorio oltre 400 partner, ma ha in programma anche quindici incontri formativi, oltre ad aver dedicato al tema una pagina del proprio sito Web italiano e aver attivato una linea telefonica. Non sarà facile, tuttavia, smuovere in tempo soprattutto i soggetti dove il numero di pc ancora sotto Windows Xp supera l’80% del totale: “è il caso in particolar modo delle realtà fino a venti dipendenti – evidenziano gli autori della ricerca Idc Fabio Rizzotto e Giancarlo Vercellinocon punte di arretratezza preoccupanti nella Pubblica amministrazione locale, nella finanza e nell’industria”.
Al di là di un’atavica arretratezza culturale, che si evidenza per esempio nella percezione di rischio ancora legata soprattutto ai messaggi e-mail o alla navigazione Web, nelle aziende italiane fino a 250 addetti perlopiù non esiste un responsabile delle sicurezza informatica (mediamente nel 40% dei casi) e il tema è tutt’al più delegato a partner o consulenti esterni. Allo scoglio culturale si affianca, in modo complementare, la scarsità di budget It destinato alla sicurezza, largamente (73,5% del totale) attestato sotto il 10% del totale, peraltro in un contesto generale di stallo.


Soluzioni e rimedi-tampone

Che fare, dunque, per affrontare una scadenza ormai prossima e del tutto inderogabile? Per Microsoft, non c’è comunque alternativa alla migrazione dal vecchio al nuovo, studiando attentamente la realtà esistente e prevedendo tempi che possono variare dai pochi giorni per chi ha meno di venti pc ai mesi per installati misurabili in centinaia.
ospedale-san-martino-genova1.jpgQualcosa di simile ha fatto l’Azienda Ospedaliera Universitaria San Martino di Genova, una realtà da cinquemila dipendenti e oltre diecimila identità digitali da gestire: “Siamo partiti prima di sapere della fine del supporto su Xp – ricorda il direttore dei sistemi informativi Dario Padronesoprattutto per porre rimedio a un parco esistente totalmente disomogeneo. In circa sette mesi abbiamo portato sotto Windows 7 circa 1.500 pc, ottenendo, a conti fatti, un risparmio di centomila euro all’anno in costi di manutenzione e una riduzione del 90% nei guasti all’hardware”.
Se, in ultima analisi, la migrazione appare inevitabile per tutti, pena un’esposizione eccessiva a ogni forma di attacco, sottrazione di dati o crash dei sistemi, per chi dovrà trovare il budget o deve lavorare con applicazioni critiche sotto Xp, si può pensare a qualche soluzione tampone, come la disconnessione delle macchine da Internet, l’installazione di una suite di sicurezza completa con scansioni regolari dei sistemi e l’utilizzo di browser come Firefox o Chrome (ma non fatevi scoprire da Microsoft) carrozzati con applicazioni che blocchino gli script.

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