Veeam, business continuity in ambiente virtualizzato

Veeam, business continuity in ambiente virtualizzato

Opportunità e prospettive della gestione dell'ambiente virtualizzato. Intervista a Rick Vanover, Product Strategy Specialist di Veeam

di: Pm del 29/01/2014 16:15

Enterprise Management
 
Negli ultimi dieci anni l’infrastruttura di data center ha conosciuto un cambiamento epocale. Gran parte delle risorse sono oggi virtualizzate. Per quanto ancora esista una componente legata all’ambiente fisico le risorse che vengono create in una qualsiasi server room sono per la maggior parte virtualizzate. Un cambiamento che ha reso implicito un approccio e un modello di protezione dei dati e delle risorse del tutto diverso da quello che aveva dominato nel passato.
Veeam è l’azienda che è nata investendo nella nuova frontiera della dimensione informatica virtualizzata introducendo, a partire dal 2008, una soluzione, di backup e disaster recovery, divenuta oggi molto popolare. Nata inizialmente per supportare ambienti Vmware nel 2011 è stata poi estesa al mondo Microsoft per gestire ambienti Hyper-V.
Per quanto il nostro business sia ancora largamente basato su Vmware – afferma Rick Vanover, Product Strategy Specialist di Veeam incontrato durante l’evento il Cisco Live di Milano - dobbiamo ammettere che la logica di virtualizzazione proposta da Microsoft sta acquisendo sempre più peso. Nel giro di soli due anni il fatturato che viene generato in ambiente Microsoft è di circa il 10% il volume d’affari complessivo, un risultato di cui siamo assolutamente contenti e che ripaga gli investimenti fatti nel passato.
La questione della protezione dei dati e della loro gestione diventa sempre più critica, essere presenti in questo mercato, in questo preciso momento, significa avere delle grandi opportunità. Se da una parte continua a essere in espansione il business dell’ambiente virtualizzato, che potremmo ormai considerare un business tradizionale, vista la maturità raggiunta in questo contesto – dice Vanover - dall’altra inizia a svilupparsi una domanda interessante sul fronte cloud. Il che, per noi, significa consolidare, allargare e diversificare l’ecosistema di partner e reseller per far sì che le nostre soluzioni possano essere utilizzate da tutti quei service provider che vogliono mettere a punto servizi di backup e data recovery basati su nostre soluzioni.
Nell’opinione di Vanover è comunque difficile tracciare una linea netta tra il classico data center enterprise e il cloud, in quanto i confini saranno e sono sempre più labili. Le due realtà diventeranno parte integrante di un sistema informatico che vede servizi e risorse erogati da molteplici sourcing tecnologici, pubblici e privati, on premises e off premises. La logica con cui operiamo, sottindende una politica di business continuity & security, prosegue Vanover, che è diventata una priorità per tutte le aziende, soprattutto nel momento in cui l’esposizione a internet di tutta una serie di servizi tende a diventare uno standard.
Ci rivolgiamo alle aziende per assicurare loro una condizione di continuità operativa, dice Vanover. Certo il backup continua a rimanere una conditio sine qua non, ma si deve sottolineare come sia sempre più sentita l’esigenza di avere soluzioni efficienti e mirate di restore, ovvero soluzioni che in caso di interruzioni sappiano ripristinare il livello pregresso senza causare nessuna perdita al business.
Cloud storage, enterprise storage le aziende hanno l’opportunità di definire politiche di protezione dei dati attraverso modelli di servizio che meglio si adattano alle singole richieste o istanze che nascono a livello applicativo. Non esiste un approccio o una politica di intervento valida per tutte le organizzazioni. Ciascun singolo investimento, conclude Vanover, deve essere coerente con una politica di data management e security, e i clienti devono essere messi nella condizione di poter valutare più soluzioni, sapendo che nell’un caso o nell’altro esiste sempre una risposta che soddisfa le esigenze espresse.
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