Il mercato premia Microsoft e penalizza Ibm

Il mercato premia Microsoft e penalizza Ibm

Nell'era Post-PC Microsoft non sembra trovarsi poi tanto male. Nell'ultimo trimestre l'incremento di fatturato è stato del 14% mentre per Ibm l'anno si chiude in negativo

di: Pm del 24/01/2014 11:51

Enterprise Management
 
Nell’ultimo trimestre 2013 Microsoft ha visto crescere il fatturato del 14% per un valore di 24,5 miliardi di dollari, meglio di quanto previsto dagli analisti finanziari che stimavano un fatturato nell’ordine di 23,7 miliardi. Nell'era Post-PC Microsoft non sembra trovarsi poi tanto male. La strategia messa in moto sembra dare i suoi frutti, anche se per attendere un responso definitivo si dovrà attendere l’evoluzione del business nel medio e lungo periodo.
Eppure, per quanto si sia continuato a vedere Microsoft come la vittima sacrificale conseguente la trasformazione del mercato IT - che ha portato il PC a essere subalterno, in termini di opportunità di crescita, rispetto alla dimensione del computing mobile – l’azienda sembra ora avere gettato le premesse per essere ancora protagonista in un mercato soggetto a dinamiche sostenute da cloud e mobile. Nuovi dispositivi tablet Surface e il segmento della console Xbox hanno registrato nell’ultimo trimestre un aumento del 68% del fatturato per una cifra complessiva di 4,73 miliardi di dollari. E la componente cloud, sia di piattaforma siai software, ha espresso un andamento positivo.
Contrariamente vi sono aziende che pur avendo abbondonato il campo dei PC, vedi Ibm, stanno vivendo momenti di incertezza. La vendita del comparto server Intel, ne è una testimonianza. Per Ibm vuol dire una focalizzazione ancora più spinta su software e servizi. Le piattaforme Intel generavano un fatturato di circa 4 miliardi di dollari, tanto, certo, ma solo il 4% circa rispetto al fatturato globale dell’azienda, superiore ai 100 miliardi di dollari. L'importante è aver un business profittevole. Se Ibm nonera più in grado di esprimere un business sostenibile sui server Intel, meglio investire su business a valore.
Questo per dire che non è soltanto una questione di crisi del personal computer a mettere in difficoltà le aziende incumbent dell’informatica, ma è tutto il business enterprise nel suo complesso ad essere soggetto a una profonda trasformazione.

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In questo grafico è rappresentato l’andamento azionario di Ibm e Microsoft nell’ultimo anno comparato alla contestuale dinamica del Nasdaq: mentre Microsoft ha di fatto registrato performance allineate all’indice del mercato tecnologico USA, Ibm a partire dall’aprile scorso ha visto un progressivo deprezzamento. Il mercato e gli investiori non ripongono in Ibm la necessaria fiducia, quanto meno nel breve periodo.
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