La virtualizzazione in ambiente open source

La virtualizzazione in ambiente open source

Radhesh Balakrishnan, general manager virtualization de Red Hat, spiega la peculiarità del modello aperto e commenta l’attuale scenario di mercato.

di: Roberto Bonino del 20/12/2013 10:12

Enterprise Management
 
Le evoluzioni del mercato della virtualizzazione, in particolare nel mondo open source, letto dal punto di vista di Radhesh Balakrishnan, general manager virtualization de Red Hat, recentemente intervistato da Impresa City. 

Quali sono i vantaggi del modello open source per gli ambienti virtuali?
Il modello open source fornisce più valore alle aziende che passano dalla virtualizzazione al cloud privato. La nuvola è stata costruita su tecnologie open source, e oggi tali tecnologie stanno entrando nei data center privati per aiutare le aziende a trasformare il loro IT in un modello più proattivo e a valore aggiunto. L’enorme scalabilità richiesta da virtualizzazione e cloud di prossima generazione è difficile da realizzare con un costoso e inflessibile modello proprietario. Red Hat offre un modo per trarre vantaggio rapidamente dall’innovazione open source, ma con un modello a sottoscrizione che assicura cicli di prodotto prevedibili, supporto enterprise grade e un ecosistema certificato. 

Il mercato della virtualizzazione e del cloud sono dominati da notizie di VMware, Microsoft e Citrix. Il market share di Red Hat è ancora minoritario. Come pensate di conquistare maggiore spazio in futuro?
Riteniamo che il valore di Red Hat Cloud Infrastructure dia vita a una soluzione unica nel suo genere per le esigenze private cloud dei clienti. La maggior parte delle aziende oggi utilizza vSphere, e vede OpenStack come soluzione di lungo termine per liberarsi dai limiti dati dalla virtualizzazione tradizionale. Ciò che non è chiaro è come passeranno dall’attuale infrastruttura data center al private cloud di prossima generazione. Red Hat Cloud Infrastructure rappresenta il modo migliore per migrare a servizi cloud come chargeback/showback, policy enforcement, compliance, self-service, e cataloghi di servizi standard, preservando gli investimenti esistenti e fornendo un ponte verso nuove tecnologie quali Rhev e OpenStack. 

VmWare sta investendo molto sul concetto Software-Defined Data Center. Che cosa ne pensate? Le aziende sono pronte per questa evoluzione?
Red Hat ritiene che il futuro del data center sia open, interoperabile e ibrido, e sarà quindi basato su standard e tecnologie aperte. OpenStack è l’esempio perfetto di un progetto standard-based che è emerso per definire e costruire la prossima generazione di infrastructure as a service. Red Hat e molte altre aziende quali Ibm, Intel, Hp, VmWare, NetApp stanno collaborando su questo. Vediamo progetti simili in ambito software defined networking con OpenDaylight e altri.  

Red Hat ha recentemente presentato Rhev 3.3. Cloud e OpenStack sembrano essere le due parole chiave di questo annuncio. Può indicarci la strategia di virtualizzazione di Red Hat, il posizionamento di Kvm e Rhev e come queste tecnologie rientrano all’interno della vostra strategia IaaS complessiva?
Red Hat continua a investire pesantemente nell'hypervisor Red Hat Enterprise Virtualization, basato su Kvm e sul kernel Red Hat Enterprise Linux. Sfruttiamo Red Hat Enterprise Virtualization Hypervisor sia nel prodotto OpenStack che in quello di virtualizzazione per il data center tradizionale.Nonostante il mercato tradizionale della virtualizzazione del data center, caratterizzato dalla presenza di VmWare vSphere e Red Hat Enterprise Virtualization, sia maturato, la richiesta e la crescita continuano a essere notevoli. La nostra è una soluzione che permette di ottenere i vantaggi della virtualizzazione tradizionale, sfruttando il valore dell’open source e del modello di sottoscrizione Red Hat per ottenere tali benefici a un costo complessivo inferiore. Sono numerose le realtà alla ricerca di alternative alle costose soluzioni di virtualizzazione proprietarie.Il sistema di gestione di Red Hat Enterprise Virtualization è pensato per soddisfare gli stessi casi d’uso di vSphere e altre soluzioni di virtualizzazione tradizionali: consolidamento dei server e un’infrastruttura che offre alta disponibilità alle singole macchine virtuali tra cui live migration, automatic restart, load balancing, storage live migration, e power management. Molti clienti stanno al momento valutando soluzioni private cloud per le loro IaaS. Per diversi, l’integrazione di una soluzione di cloud management alla virtualizzazione tradizionale soddisferebbe le loro esigenze. La piattaforma di cloud management Red Hat CloudForms consente di gestire sia gli investimenti vSphere esistenti, sia nuovi progetti di virtualizzazione Red Hat Enterprise Virtualization con un unico framework. Questo approccio riduce ulteriormente il costo di una IaaS private cloud aggiungendo una tecnologia di virtualizzazione aperta di Red Hat all’infrastruttura esistente.Alcuni clienti guardano ai modelli cloud infrastructure per le loro infrastrutture di prossima generazione, e a loro offriamo Red Hat Enterprise Linux OpenStack Platform, che unisce il nostro enterprise-hardened OpenStack ottimizzato e integrato con Red Hat Enterprise Linux e il Red Hat Enterprise Virtualization Hypervisor basato su Kvm.  

Qual è il ruolo di JBoss nella vostra strategia di virtualizzazione?
Il middleware JBoss di Red Hat è parte integrante delle nostre strategie di cloud e virtualizzazione. Nella seconda, JBoss è alla base di Red Hat Enterprise Virtualization Manager e fornisce un consolidato enterprise framework per quella applicazione. Nel cloud, Red Hat OpenShift platform-as-a-service (PaaS) consente agli sviluppatori di mettere a punto e di implementare applicazioni JBoss, così come basate su altri linguaggi e framework, direttamente su container Red Hat Enterprise Linux che operano su qualunque infrastruttura: bare metal, Rhev, virtualizzazione o cloud. 

Il recente CloudForms 3.0 estende il supporto non solo per Rhev, ma anche per vSphere e Aws. Cosa significa questo supporto multiplo e come evolverà questa tecnologia in futuro?
I clienti Red Hat hanno sempre tratto vantaggio dal nostro approccio aperto all’architettura, dove i nostri prodotti coesistono con quelli di altre aziende per consentire ai clienti di scegliere i migliori prodotti e soluzioni per soddisfare le loro esigenze. Red Hat offre Red Hat Cloud Infrastructure, che fornisce integrazione "single vendor stack" alla nostra virtualizzazione; OpenStack cloud management, e il sistema operativo Red Hat Enterprise Linux in un unico prodotto. Ma questi ultimi sono progettati per operare anche con altre soluzioni. Red Hat CloudForms fornisce supporto top-tier sia per vSphere e Rhev in termini di virtualizzazione, sia per Aws e OpenStack in ambito cloud, per offrire la possibilità di scegliere la miglior soluzione e di salvaguardare gli investimenti in tecnologie esistenti. Intendiamo mantenere questa interoperabilità sulla nostra soluzione CloudForms, così come aggiungere ulteriore supporto richiesto dai clienti.

Ibm è il partner di riferimento per aumentare la vostra presenza sul mercato della virtualizzazione?
Collaboriamo molto da vicino con IBM sulla nostra tecnologia Red Hat Enterprise Virtualization, compresi Red Hat Enterprise Virtualization Hypervisor, e i progetti upstream KVM e oVirt che rappresentano la base delle nostre tecnologie hypervisor e di virtualization management. Lavoriamo con IBM nell’Open Virtualization Alliance, che offre reference architecture, best practice, e community engagement su soluzioni enterprise basate su KVM, tra cui Red Hat Enterprise Virtualization. 

Quali le principali differenze tra esigenze di aziende grandi e medio-piccole e come le state affrontando?
Red Hat si focalizza sul mercato enterprise, e certamente in questo momento soluzioni quali CloudForms per il cloud management, e Red Hat Enterprise Linux OpenStack Platform per infrastrutture private cloud scalabili sono pensate per grandi aziende i cui investimenti in virtualizzazione hanno fornito valore, ma che oggi richiedono una migliore gestione  e un passaggio verso un’architettura maggiormente scalabile. Indirizziamo il mercato delle piccole e medie imprese con soluzioni quali Red Hat Enterprise Virtualization, che offre maggior valore per nuovi progetti di virtualizzazione e in sostituzione di soluzioni  proprietarie. Questo tipo di aziende può avvantaggiarsi anche di Red Hat Cloud Infrastructure, che consente di salvaguardare gli investimenti  vSphere esistenti, ma anche di continuare a crescere aggiungendo Rhev quale architettura a maggior valore e gestendo entrambi gli ambienti con CloudForms, che assicura ulteriori funzionalità di cloud management. Rhci permette inoltre a queste realtà più piccole di prepararsi a OpenStack, dato che CloudForms ne consentirà la co-gestione e la migrazione quando saranno pronte. 
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