La tecnologia, fonte di potenziale risparmio nella sanità

La tecnologia, fonte di potenziale risparmio nella sanità

La spesa Ict nel settore si è ridotta nel 2012. Eppure, le stime del Politecnico di Milano indicano opportunità non sfruttate. Il caso positivo di Asl 2 Savonese.

di: Roberto Bonino del 28/11/2013 18:01

Enterprise Management
 
Crisi generale e spending review non aiutano la sanità italiana a compiere gli investimenti verso la modernizzazione che sarebbero auspicabili. Il Politecnico di Milano ha stimato per il 2012 un valore totale di spesa Ict nel settore pari a 1,23 miliardi di euro, in calo del 5% rispetto all’anno precedente. Il valore è basso in termini assoluti e risulta ancor più depresso, se si pensa che circa la metà del totale viene utilizzato per le spese correnti, quindi sottratto alla vera e propria innovazione.
La mancanza di risorse economiche è individuato dai direttori dei sistemi informativi come principale fattore di freno e questo fa pensare che la tendenza non sia destinata a invertirsi in tempi brevi, anche perché oltre la metà delle strutture sanitarie italiane ritiene che la spending review avviata con il governo Monti e confermata da quello Letta inciderà in misura proporzionale ai tagli sui budget.
Eppure, se oggi gli investimenti appaiono concentrati soprattutto sulla cartella clinica elettronica, la gestione informatizzata dei farmaci e la conservazione sostitutiva dei documenti, in realtà ci sarebbero diverse aree dove un aumento delle spesa Ict avrebbe effetti positivi e misurabili di risparmio sui costi. Il Politecnico ha effettuato alcune proiezioni, basandosi sugli effetti benefici riscontrati da chi ha già fatto sperimentazioni innovative in alcune aree, come le prenotazioni online, la trasmissione dei referti via Web, la cartelle cliniche elettroniche e la medicina sul territorio, concludendo che una completa adozione di soluzioni Ict porterebbe a risparmi per 6,8 miliardi di euro per le strutture sanitarie e di 7,6 miliardi per i cittadini.
asl-2-savonese.jpgPer fortuna, ci sono realtà virtuose, che possono fungere da esempio per l’intero comparto. Una di queste è l’Asl 2 Savonese, che da qualche tempo ha avviato un processo di riorganizzazione generale, che ha portato a sperimentazioni di collaborazione fra pubblico e privato e stimolato un’innovazione che ha visto l’Ict in prima linea: “Ci sono alcuni fattori che ci hanno aiutato – ammette il Cio Ermanno Sacchicome la presenza per diversi anni dello stesso direttore generale, che in passato era stato a sua volta responsabile It di una Asl. Inoltre, abbiamo potuto pianificare una revisione completa del sistema informativo, anche a causa della fusione fra due realtà, avvenuta nel 2008”.
La concomitanza favorevole di fattori è stata sfruttata per introdurre vari elementi di innovazione tecnologica, anche se il progetto, per comodità e facilità di comprensione a ogni livello, è stato denominato semplicemente “Cartella Clinica”. Complessivamente, è stato definito un investimento di circa 10 milioni di euro per ripensare l’infrastruttura del sistema informativo e orientarla alla fornitura di servizi per il personale e gli utenti esterni. Uno degli elementi di innovazione più significativi è l’introduzione del cloud privato, utilizzato per consentire, ad esempio, ai medici generali di consultare tutti i referti sanitari e le indagini cliniche, avendo sempre a disposizione, sui desktop o in mobilità, la situazione sanitaria dei pazienti. “Il progetto è ancora in corso di implementazione – spiega Sacchi - ma è possibile evidenziare già benefici, soprattutto comparando le evoluzioni già introdotte con la situazione precedente. Solo al nostro interno, pensiamo di risparmiare circa 5 milioni di euro, a fronte di un investimento che vale circa la metà. Ma ci sono effetti positivi anche indiretti, ad esempio nel controllo sulle prescrizioni, che ha notevolmente ridotto le spese nelle farmacie”.
La modernizzazione dell’Asl 2 Savonese è stata gestita, a livello infrastrutturale, da Alcatel-Lucent e dal system integrator Nextira One: “Pensiamo che questi siano casi da pubblicizzare – commenta Marco Pasculli, Regional Director Central Mediterranean Countries del costruttore francese – per far capire in quale modo sia possibile colmare il gap con i paesi più avanzati, dove esistono numerosi casi di riduzioni significative di spese sui pazienti ottenute grazie all’innovazione tecnologica”. Roberto Pesce, managing director di NextiraOne, aggiunge: “Il progetto è replicabile, fatte le dovute differenze per ogni singola realtà e ci sono altre Asl sulle quali stiamo già lavorando”.
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