Arriva Rhel 6.5 nel segno di OpenStack e del cloud

Arriva Rhel 6.5 nel segno di OpenStack e del cloud

Il nuovo aggiornamento del sistema operativo linux di Red Hat aggiunge numerose migliorie, in attesa di grandi novità attese con la release 7.

di: Redazione Impresa City del 27/11/2013 17:10

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È ormai quasi impossibile vedere la nuova release di un sistema operativo o di similare tecnologia portante senza trovarci dentro caratteristiche orientate al cloud computing. La release 6.5 di Red Hat Enterprise Linux (Rhel) non fa eccezione, anzi è permeata in tutte le sue componenti di questa parola d’ordine.Il nuovo aggiornamento, che segue il precedente dello scorso febbraio, non introduce cambiamenti radicali nella piattaforma, ma aggiunge il supporto ad alcune tecnologie fra le più richieste oggi dalle imprese, in attesa di un’evoluzione più radicale, attesa con la prossima major release 7.
La capacità di virtualizzazione dell’ambiente sono state potenziate, con il supporto di Kvm e la possibilità per gli amministratori di abilitare o disabilitare Cpu virtuali a “caldo” su virtual machine in uso.
L’hypervisor Kvm può anche accedere direttamente, per la prima volta, a volumi GlusterFs. Inoltre, questa è la prima release di Rhel che supporta i container applicativi Docker, in base a una partnership in essere da qualche tempo. Questo è uno degli esempio di ulteriore spinta in direzione cloud voluta da Red Hat. Il progetto open source Docker, infatti, nasce con l’idea di consentire a ogni applicazione di essere pacchettizzata e rilasciata in un contenitore che può girare pià o meno in ogni ambiente, sia di tipo fisico che virtuale.
Con minor sorpresa, va registrata in Rhel 6.5 la piena integrazione di OpenStack, soprattutto a livello di framework di gestione e automazione. Com’è noto, OpenStack è un’infrastruttura open source per la creazione di ambienti cloud privati. Red Hat vuole da tempo essere un attore di primo piano su questo fronte, non semplicemente offrendo una distribuzione della tecnologia, ma proprio attraverso la compenetrazione e interazione con il proprio ambiente Linux.
Altre migliorie di Rhel 6.5 riguardano lo storage (supporto di Nvm Express, configurazione di Lun su un singolo device iScsi e altro) e la sicurezza (tool certificati OpenScap 2.1). 
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