Ca Technologies crea un ponte fra mainframe e cloud

Ca Technologies crea un ponte fra mainframe e cloud

In partnership con Riverbed e Amazon, la società americana ha messo a punto una soluzione che intende ridurre i costi dello storage in ambiente System z.

di: Roberto Bonino del 26/11/2013 17:13

Enterprise Management
 
Il cosiddetto mondo legacy presenta oggi diverse possibilità di modernizzazione, che spaziano dalla virtualizzazione all’aggiornamento delle piattaforme via software, dal consolidamento all’integrazione con il cloud computing.
Su quest’ultimo fronte si concentra l’ultima proposta di Ca Technologies, ovvero Cloud Storage for System z, una soluzione orientata a supportare le esigenze delle aziende alle prese con la necessità di gestire e archiviare moli crescenti di dati, senza voler appesantire troppo la capacità interna al proprio data center. La novità si compone di differenti elementi, frutto delle partnership che Ca ha avviato con altri operatori del settore. In particolare, oltre al software messa a punto dal costruttore, sono integrati nella proposta l’appliance di ottimizzazione dei flussi Whitewater di Riverbed e i servizi Amazon Web Services.
ca---claudia-lucarelli.jpg“I Cio sono oggi sottoposti a una crescente pressione, da parte dei colleghi manager e degli utenti, per fornire rapidamente servizi in modo ottimizzato e sicuro – spiega Claudia Lucarelli, technical sales director dei programmi Emea di Ca Technologies -. Proponendo soluzioni che abbinano le funzionalità dei System z a quelle del cloud, vogliano aiutare i clienti a offrire ai propri utenti servizi robusti, performanti e sicuri, che siano allo stesso tempo veloci e a costi ridotti”.
Secondo il costruttore, Cloud Storage for System z presenta alcuni vantaggi specifici. Dal punto di vista economico, la possibilità di sfruttare la piattaforma di Amazon porta a ridurre gli investimenti diretti sullo storage, ma allo stesso tempo dovrebbe migliorare anche l’accesso, la memorizzazione, l’estrazione e il recupero dei dati, anche perché il software studiato da Ca sfrutta i motori specializzati dei System z, per non gravare sull’architettura principale: “Le aziende che stanno pensando, per esempio, alla virtualizzazione dei nastri e dei dischi o a modalità di storage che non incidano troppo sui costi trovano qui un’alternativa che consente loro di continuare a utilizzare in modo trasparente le attuali applicazioni di storage e backup, senza modificare alcun programma”, illustra Lucarelli.
Le imprese che utilizzano ancora il mainframe, in sostanza, potranno estendere le loro capacità di storage inviando i dati verso Amazon S3 (Simple Storage Services) o Amazon Glacier. L’appliance di Riverbed si occuperà della deduplica, allo scopo di limitare ulteriormente i costi nel cloud e assicurare il backup e il recupero in caso di incidenti. Tutti i processi sono gestiti attraverso il software di Ca, potendo in questo modo attivare nuovi metodi di salvataggio e archiviazione nel cloud, a costi che vengono stimati nell’ordine di qualche centesimo per gigabyte.
Sappiamo che, soprattutto in Italia, uno dei principali fattori di freno allo sviluppo del cloud computng è ancora legato ai dubbi sulla sicurezza: “È probabile che all’inizio incontreremo un po’ di scetticismo – ammette Claudia Lucarelli – ma il tema della gestione ottimizzata del ciclo di vita dei dati è oggi molto sentito nelle aziende, non fosse altro che per motivi di compliance e conservazione, oltre che di capacità di offrire un servizio di alta qualità ai propri utenti”. Parimenti, nel nostro Paese il numero di mainframe installati non è particolarmente significativo, ma la manager assicura che lo zoccolo duro è destinato a durare nel tempo e le prospettiva per la nuova soluzione appaiono interessanti in relazione alle dimensioni dei potenziali clienti.
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