L’outsourcing dello sviluppo fa orrore ai Cio

L’outsourcing dello sviluppo fa orrore ai Cio

Uno studio commissionato da Micro Focus evidenzia che il 57% dei responsabili It vede come un incubo l'esternalizzazione di test e sviluppo delle applicazioni.

di: Redazione Impresa City del 18/11/2013 10:44

Enterprise Management
 
Circa la metà dei progetti di test e sviluppo di applicazioni sono oggi gestiti in outsourcing. Il dato è destinato ad aumentare, poiché, secondo uno studio commissionato da Micro Focus, i Cio prevedono di aumentare il ricorso a risorse esterne circa del 15%.
Nonostante queste cifre facciano credere che si tratti di una prassi consolidata e soddisfacente per tutti, in realtà il 57% del campione selezionato per la ricerca (590 Cio) ha dichiarato che questi progetti sono percepiti come ingestibili e talvolta si trasformano in un completo fallimento.
Il principale motivo di inquietudine è rappresentato dall’eccessivo numero di cambiamenti che intervengono in corso d’opera, rispetto ai piani iniziali. Le esigenze sono già difficili da definire a priori, ma poi vengono modificate anche spesso durante lo svolgimento. Va però anche detto che l’81% dei responsabili It analizzati non si è dichiarato sicuro al 100% della propria capacità di esprimere chiaramente le proprie attese ai fornitori e meno della metà utilizza una soluzione di definizione e gestione delle esigenze. Peraltro, la tecnologia più utilizzata resta il solito foglio Excel o addirittura un documento  di puro testo.
Solo il 27% dei Cio ritiene che il progetto esternalizzato venga gestito correttamente, mentre nel 31% viene espressa qualche lamentela sulla qualità del servizio. Nel 31% dei casi, il progetto sfora rispetto ai tempi previsti e nel 23% ciò che viene prodotto non corrisponde ai bisogni delle imprese. Il risultato è che nel 31% dei casi c’è un rischio concreto per il posto di lavoro del Cio. Per contro, il 43% degli interpellati non vede niente di troppo anomalo nella presenza di ritardi o livelli non eccelsi del servizio, anche perché nel 35% dei casi viene definito contrattualmente un onere finanziario a compensazione.
Viene anche lamentata una scarsa proattività dei fornitori, che solo nel 15% esaminano le esigenze dei loro clienti e arrivano a proporre modifiche al progetto. Per altro verso, il 37% del campione ritiene che i cambiamenti siano un fattore che spinge il provider esterno a ritoccare al rialzo la propria fattura, spiegando così anche perché inizialmente ci sia poca attenzione alla definizione precisa delle esigenze del cliente.
Oltre l’84% del campione indica che l’outsourcing dei progetti di test e sviluppo delle applicazioni crea difficoltà per le imprese, come ritardi nel successivo processo di messa in produzione, preservazione della proprietà intellettuale, danni alla reputazione e anche effetti negativi sul fatturato. Infine, nel 98% dei casi, una volta che il contratto è giunto al termine, occorre qualche forma di aggiustamento interno del lavoro svolto. 
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