Il futuro di Stonesoft nella sfera McAfee

Il futuro di Stonesoft nella sfera McAfee

Emilio Turani, fino a ieri country manager di Stonesoft in Italia e oggi country manager della società del gruppo McAfee che si occupa di Network Security racconta come si sostanzia la relazione con McAfee.

di: Barbara Torresani del 22/07/2013 17:05

Enterprise Management
 
Dopo l’offerta pubblica di acquisizione di Stonesoft da parte di McAfee lo scorso 6 maggio, il 2 luglio è stata completata l’operazione di acquisizione. Oggi Stonesoft è a tutti gli effetti ‘A McAfee  Group Company’, una società del gruppo McAfee, e tutti i suoi prodotti e le sue tecnologie entrano nel portafoglio di McAfee.
ImpresaCity ha incontrato Emilio Turani alla guida della filiale italiana di Stonesoft per comprendere come si concretizzerà la relazione e quali cambiamenti comporterà il fatto di entrare a fare parte di una nuova compagine societaria.
Per Stonesoft l’acquisizione da parte di McAfee rappresenta una grande opportunità sotto tutti i punti di vista. La più grande novità, però, è rappresentata dal fatto che non ci sono novità. Abituati a situazioni in cui in caso di acquisizione la società acquirente tende a inglobare e spesso ad annegare al proprio interno la società acquisita, nel nostro caso i presupposti dell’accordo sembrano essere di tutt’altra natura. Stonesoft, infatti, rimane a tutti gli effetti una struttura indipendente, nulla viene modificato: organico, clienti e partner. Al contrario, come detto, aumentano le opportunità di business”, sottolinea Turani.
turani2.jpgNello specifico, il team di Stonesoft entra a far parte della Business Unit Network Security guidata da Pat Calhoun, Svp e General Manager di McAfee. Ilkka Hiidenheimo, fondatore e Ceo di Stonesoft, riporterà a Calhoun e rivestirà il ruolo di Cto di Stonesoft, mentre Juha Kivikoski, che in Stonesoft ricopriva il ruolo di Cio, riporterà direttamente a Steve Redman, Evp of Global Sales di McAfee.
Lo stesso Turani, continuerà a guidare la struttura italiana nel ruolo di Country Manager, fungendo anche da spokesperson per la Bu Network Security.
Quello della network security, ambito presidiato da Stonesoft che ha attirato l'attenzione di McAfee, è un mercato che tende ad assumere un peso sempre più rilevante all’interno della sicurezza informatica. Secondo Gartner, infatti, il mercato della sicurezza di rete enterprise crescerà del 7% nel prossimo quinquennio fino a raggiungere un valore pari a 11,4 miliardi di dollari nel 2017. “Tutto ciò non fa che avvalorare la lungimiranza di Stonesoft  nel concepire anni fa  il proprio Next Generation Firewall, oggi riconosciuto tra i prodotti leader nell’ambito della Network Security. Come dice Gartner siamo visionari, dei veri pionieri. Lo stesso Next Generation Firewall ha un mercato a livello globale che passerà dai 500 milioni di dollari registrati nel 2012 a un valore di 4,6 miliardi entro il 2016”, enfatizza Turani.
Come sottolinea Turani entrare a far parte di McAfee rappresenta un beneficio notevole. “Lato cliente finale tutto ciò si traduce in una maggior stabilità: di fatto, entriamo a far parte del numero uno mondiale della sicurezza informatica; senza dimenticare che McAfee è a sua volta inserita nella galassia Intel. Lato mercato abbiamo la garanzia che l’ex offerta Stonesoft non solo sarà  mantenuta ma, soprattutto sarà ulteriormente sviluppata. E questo è un fatto ancora più fidelizzante per i clienti; si crea la sicurezza nella sicurezza. Tutto ciò consentirà a Stonesoft di estendere il proprio raggio di azione e incrementare il parco clienti, grazie anche alle combinazioni che saranno sviluppate in modo congiunto a livello globale”, spiega Turani.  
In termini di offerta dal  prossimo 31 luglio quattro linee di prodotti storiche di Stonesoft entreranno a fare parte del portfolio McAfee, diventando prodotti McAfee Powered by Stonesoft: Stonesoft NGN/Security Engine diventa McAfee Next Generation Firewall powered by Stonesoft; Stonesoft Management Center (SMC) prende il nome McAfee Security Management  Center (SMC) powered by Stonesoft; Stonesoft EPS a sua volta McAfee Evasion Prevention System powered by Stonesoft; Stonesoft Firewall VPN diventa McAfee Firewall/VPN powered by Stonesoft.
Per intendersi: Stonesoft non venderà i prodotti McAfee: “Stonesoft continuerà a vendere l’ex offerta Stonesoft, mentre McAfee affiancherà Stonesoft nel vendere i propri prodotti con in aggiunta quelli di Stonesoft. C’è un allargamento potenziale esteso della base clienti e dei prospect. Le nuove opportunità sui prodotti Stonesoft saranno sempre ad appannaggio del team Stonesoft  anche se portate sul mercato da McAfee. Insieme le due realtà svilupperanno progetti congiunti. Le regole di ingaggio però non sono ancora state formalizzate. E’ troppo prematuro parlarne”, dichiara Turani.

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Nulla di modificato anche sul fronte del modello di go-to-market
. “I contratti in essere con l’attuale canale non sarnno toccati. Nulla cambia. Oggi, nel momento in cui si firma un contratto con noi lo si fa con Stonesoft, società del gruppo McAfee. Non penso ci siano sovrapposizioni con il canale McAfee, ma, al contrario, una mutua agevolazione”.  Anche in questo caso è ancora troppo prematuro ipotizzare cosa accadrà nel futuro: “Fra un anno si tireranno le somme ed è prevedibile che vi sia un’integrazione dei programmi di canale. Come avverrà tutto ciò oggi non è dato saperlo. Penso che per il prossimo anno il reclutamento di nuovi partner siano essi di McAfee o di Stonesoft dia diritto ai nuovi partner di aderire ad entrambi i programmi di canale,” dice Turani.
E per quanto riguarda gli obiettivi numerici? Per l'esercizio 2013 rimangono quelli stabiliti prima dell’acquisizione, di crescita a due cifre al fine di rimanere allineati ai ritmi degli anni precedenti. “Ad oggi, al netto di McAfee, la filiale italiana è allineata con la quota fissata: in Italia cresce a doppia cifra rispetto all’anno scorso. La crescita del primo semestre si aggira nell’intorno del 12-13%, con l’obiettivo di raggiungere il + 15% sul 2012. Impensabile dare qualsiasi obiettivo per il 2014”, afferma Turani. 
In generale, c’è ottimismo nelle parole di Turani: la filiale italiana rimane un'entità indipendente, saranno aumentate le figure di prevendita e il rafforzamento della brand awareness dovrebbe favorire una maggiore creazione di domanda e un’apertura più estesa di canali e utenti finali. Proprio per essere pronti al nuovo corso e aggiornare il mercato sulle novità l’idea di Turani è quella di intensificare  l’attività di formazione dei partner e le iniziative di ‘proof of concept’ presso i clienti. “Vedo molte opportunità di sinergia e di integrazione all’orizzonte. Un brand forte,  la stabilità finanziaria e la possibilità di accedere a un portfolio clienti in forma privilegiata sono gli elementi su cui poggia il mio ottimismo”, conclude Turani.
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