Veeam, una fortuna costruita sulla virtualizzazione

Veeam, una fortuna costruita sulla virtualizzazione

Il lancio di Backup & Replication v7 è servito per portare alla luce del sole il caso di un’azienda in crescita costante, anche in Italia, nonostante la crisi.

di: Roberto Bonno del 30/05/2013 14:20

Enterprise Management
 
Veeam è, all’apparenza, un nome piuttosto strano per un’azienda dell’Ict. Ma pronunciatelo all’americana e suonerà “viiem”, rimandando alle iniziali di virtual machine. I suoi fondatori, Ratmir Timashev e Andrei Baronov, hanno scelto questo brand onomatopeico per chiarire da subito quale sia il terreno d’azione dell’azienda, ovvero la sicurezza delle macchine virtuali.
Creata nel 2006, Veeam ha scelto di dedicare le proprie soluzioni di backup e recupero dati agli ambienti virtuali VmWare e Hyper-V, arrivando in due soli anni ad avere 50mila clienti, per arrivare oggi intorno ai 65mila.
veeam---fabio-alghisi1.jpgDopo 27 trimestri consecutivi di crescita, l’azienda, tuttora privata, ha chiuso il 2012 con un fatturato di 175 milioni di dollari. In Italia, la presenza diretta risale al 2010 e anche qui i numeri registrati finora sono largamente positivi: “Nel 2012 siamo cresciuti del 70% rispetto all’anno precedente – spiega il sales manager Fabio Alghisie nel primo trimestre di quest’anno manteniamo un ritmo simile, con un incremento del 68%. Le previsioni sono di chiudere con 5,7 milioni di euro di fatturato e di aumentare ancora una base già arrivata in tre anni a 3.100 clienti”. Fra i tanti nomi, possiamo citare Leroy Merlin, Sogegross e Cosmit.
La convinzione si basa anche sulla prossima disponibilità della versione 7 della soluzione Backup & Replication. Due sono le novità essenziali del nuovo prodotto. La prima è rappresentata dall’integrazione della Wan acceleration, per ottimizzare il trasferimento automatico dei backup fra siti diversi: “L’utilizzo dei nastri pone problemi fisici indiscutibili e sul cloud è indispensabile aumentare la banda per ottenere prestazioni accettabili”, spiega Alghisi. Da qui nasce l’idea di sviluppare (internamente) una funzionalità che comprende tecnologia cache, ottimizzazione Tcp/Ip, multithreading e compressione. Questa evoluzione si rivolge essenzialmente alle aziende che hanno sedi remote e vuole essere un’alternativa economica alle appliance dedicate, come quelle proposte, ad esempio, da Riverbed.
In aggiunta, Backup & Replication v7 offre la possibilità di fare il backup anche da snapshot presi da sistemi di storage, per il momento in abbinamento ai prodotti di Hp, ovvero StoreVirtual (Lefthand) e StorServ (3Par). Anche se gli snapshot, in sé, non sono elementi di backup, non impattano sulla produzione e possono essere prodotti più volte, anche ogni 15 minuti, durante il periodo di lavoro. Questa funzionalità dovrebbe essere prossimamente estesa ad altri prodotti storage.
Fra le altre novità, segnaliamo l’integrazione di vCloud Director e di un plug-in per client vSphere di VmWare, nonché la disponibilità di un portale self-service per il recupero della macchina virtuale. Backup & Replication v7 verrà venduto a un prezzo variabile fra i 620 e i 1.600 euro, a seconda della versione (dalla Standard alla Enterprise Plus). Della commercializzazione in Italia si occuperà il canale autorizzato, basato su tre distributori di riferimento (Avnet, Comparex e Computer Gross) e un migliaio di rivenditori .
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