Speranze e incertezze sulla virtualizzazione delle reti

Speranze e incertezze sulla virtualizzazione delle reti

Molti costruttori sono pronti a cavalcare l’onda Sdn, ma le soluzioni concrete si fanno attendere.

di: Roberto Bonino del 20/05/2013 18:02

Enterprise Management
 
Come la virtualizzazione dei server dieci anni fa, quella delle reti si annuncia come un ripensamento infrastrutturale dei sistemi esistenti, delle reti Tcp/Ip e di Internet. Potenzialmente, un mercato enorme. Legando automaticamente la priorità degli scambi al tipo di applicativo, il Software defined network riduce i limiti della parametrizzazione delle porte di comunicazione e della gestione degli indirizzi, agendo positivamente anche sui costosi interventi dei preziosi specialisti dei router. Per gli operatori, già questo porta a un certo risparmio, visto che nel frattempo le reti sono cresciute, richiedendo l’aggiunta di router sempre più sofisticati.
In prospettiva, le reti diventeranno delle entità logiche di comunicazioni assai più difficili da piratare e questo rappresenta un importante incentivo all’acquisto. Gli analisti di Idc, infatti, prevedono che il mercato dei dispositivi legati al Sdn passerà dai 260 milioni di dollari di quest’anno a 3,7 miliardi del 2017.  
Concretamente, si può già acquistare una mezza dozzina di dispositivi Sdn il cui codice sarà presto aggiornato. Mancano però soluzioni che siano compatibili con le infrastrutture esistenti. Pertanto, vendendo la pelle dell’orso prima della reale disponibilità, il settore delle reti va ad appesantire anche il comparto tradizionale, dato che i clienti non possono avere grande stimolo ad acquistare device di commutazione che diventeranno presto obsoleti. 
Cisco, Juniper e Alcatel-Lucent  rappresentano oggi, insieme, l’80& del mercato dei router Internet. Per il loro mercato storico, Sdn potrebbe rappresentare una minaccia, molto legata all’avanzata di attori, come Huawei, capaci di proporre dispositivi a costi inferiori. La moda del momento appare l’adesione ai protocolli aperti, OpenFlow in primis, ma anche OpenStack e Open Daylight. Quest’ultima è una piattaforma di sviluppo che raccoglie la maggior parte dei produttori di switch, ma anche Microsoft. 
Le reti aperte Sdn potrebbero evolvere con una base comune e personalizzazioni sovrastanti  per preservare le posizioni di chi non vuol perdere il controllo delle reti, a vantaggio di atri fornitori, magari provenienti dal software. Il prossimo capitolo delle reti potrebbe basarsi su un approccio fatto di sistemi che assemblano circuiti integrati, hardware e software, con una gestione centralizzata e aperti al cloud.
Tag notizia:

Cosa ne pensi di questa notizia?

Attualità

...continua

Opinioni e Commenti

...continua
 
 
 

Vota