DevOps, ecco la software factory degli anni duemila

DevOps, ecco la software factory degli anni duemila

Efficienza nel testing, automazione dei rilasci, semplificazione e standardizzazione del ciclo di sviluppo. Gli esempi DevOps di Ca Technologies, Ibm e Bmc

di: Piero Macrì del 29/04/2013 00:14

Enterprise Management
 
Come migliorare la gestione del ciclo di vita delle applicazioni? Come ottimizzare lo sviluppo, il testing e il deployment? A partire dal 2009 si è assistito a una convergenza verso quello che in gergo viene definito DevOps, una metodologia di sviluppo del software che trae i suoi fondamenti dall’agile methodology e ha come obiettivo il superamento del tradizionale modello a cascata. Nel mondo del software sta accadendo quello che per certi versi è avvenuto nel mondo del manufacturing, quando Toyota introdusse il concetto di Lean Production definendo le basi di un nuovo sistema di produzione improntato a una maggiore rapidità di esecuzione e standard di qualità. Citando Wikipedia, “DevOps (da development + operations) è una metodologia di sviluppo del software che punta alla comunicazione, collaborazione e integrazione tra sviluppatori e operatori dell'information technology (IT). DevOps vuole rispondere all'interdipendenza tra sviluppo software e IT operations. Punta ad aiutare un'organizazione a sviluppare in modo più rapido ed efficiente prodotti e servizi software”.
Nell’Information Technology vi sono più aziende che hanno investito per creare un ambiente integrato in una logica DevOps, innanzitutto Ca Technologies con la piattaforma CA Lisa (soluzione derivata dall’acquisizione di Itko nel 2011 per 330 milioni di dollari) e Ibm con il suo ambiente Rational. Entrambe le aziende stanno ampliando e consolidando l’offerta dando vita a soluzioni che vanno ad automatizzare le diverse fasi del processo di lifecycle management.
Negli stessi giorni si è per esempio assistito ad acquisizioni, da parte di Ibm e da parte di CA, che hanno uno stesso obiettivo: l’automazione dei rilasci software applicativi (Application Release Automation o continuous application delivery). Ca ha acquisito l’israeliana Nolio mentre Ibm ha metabolizzato la società di Cleveland Urban Code. Per quanto riguarda altre recenti non si deve poi dimenticare che nell’agosto scorso Bmc Software ha proceduto all’incorporazione di Varalogix, società di Austin Texas, specializzata in soluzioni di Application Delivery Automation. Verosimile supporre che altre operazioni di integrazione possano verificarsi a breve poiché il numero di aziende che iniziano ad emergere in quest’area è in continuo aumento. Tra queste quelle che Gartner ha definito le aziende più cool del 2013: SaltStack, ElectricCloud, Kubisys e Boundary. Perché DevOps? Perché ora? Secondo la filosofia che ha animato questa nuova tendenza, DevOps diventa una modalità attraverso la quale ottimizzare e ridurre rapidamente le fasi del ciclo di vita delle applicazioni coerentemente con le attuali esigenze dove, già adesso, ma ancor più in prospettiva, le piattaforme target di rilascio del codice si diversificano abbracciando progressivamente la componente mobile e cloud
Efficienza nel testing, avvalendosi di servizi virtualizzati, rapidità di esecuzione, automazione dei rilasci, semplificazione e standardizzazione del ciclo di sviluppo. Le aziende che tipicamente potrebbero avere maggiori benefici da un orientamento DevOps sono quelle che devono gestire rilasci di software frequenti e, non meno importante, quando si vuole garantire efficienza operativa in ambienti multitier ovvero laddove esiste un più elevato livello di complessità architetturale. Significa, come affermato da CA, mettere le grandi aziende, tipicamente quelle con una eredità mainframe, nella condizione di produrre software con la stessa velocità di una startup.
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