Obiettivi e ambizioni degli Hp Moonshot

Obiettivi e ambizioni degli Hp Moonshot

Presentato anche in Italia il nuovo concept di server a “cartuccia”. La diffusione e l’utilizzo dipenderà molto dalle partnership.

di: Roberto Bonino del 22/04/2013 14:01

Enterprise Management
 
A breve distanza dal lancio mondiale, è stato presentato anche in Italia il nuovo concept di server studiato da Hp e denominato Moonshot. Questi sistemi a “cartuccia” pronti all’uso sono progettati per essere aggregati verticalmente, in batterie o server farm, con chassis ad alta densità (fino a 46 cartucce per unità da 4,3U) e per applicazioni predefinite. Da qui deriva la definizione, oggi molto dibattuta, di prodotti “software-defined”.
Facendo ricorso a processori a basso costo e attenti al risparmio energetico – tipicamente gli Atom S1200 di Intel o gli Arm con chipset Calxeda – gli Hp Moonshot 1500 puntano alle elaborazioni o workload di grandi volumi. Pur partendo con una cartuccia per il Web hosting, uno degli impeghi più logici appare quello dei big data, con possibilità di estensione molto flessibili. Fra le applicazioni più indicate si possono citare quelle di front-end attive sul Web (il gamingo o i tele pagamenti), quelle condivise sul cloud e ad alto carico o, ancora, i sistemi analitici, il calcolo ad alte prestazioni, certe applicazioni finanziarie, ma anche diversi settori della ricerca, i sistemi di riconoscimento biometrico, l’analisi delle sequenze di videosorveglianza e altro ancora.
hp-rosalba-agnello.jpgSecondo Rosalba Agnello, manager industry standard server di HP italiana,si tratta di “una nuova equazione tra performance, costi e spazio occupato. Moonshot non si presenta come una soluzione destinata a sostituire qualunque cosa. Sono certe applicazioni o utilizzi a determinare le necessità. Ora è possibile allineare in batteria migliaia di server in uno spazio denso quanto possibile e con un il consumo più basso possibile, senza costosi sistemi di raffreddamento”. Dunque, in sostanza, Hp non ha intenzione di eliminare altre componenti dalla propria offerta, ritenendo che, per esempio, i server blade abbiano la loro ragion d’essere in contesti più critici.
Il prezzo dovrebbe collocarsi nell’ordine dei 1.000 euro a cartuccia, stando quindi a metà strada fra l’hosting dedicato e le macchine virtuali. Questo valore potrebbe salire con l’arrivo di configurazioni con quattro processori a otto core.
Hp ha puntato l’attenzione anche sull’innovativo concetto di “software-defined server”. Le cartucce sono ottimizzate per tipologia di applicazione, ma per ottenere qualcosa di simile al concetto di software-defined networking a livello di data center, occorre utilizzare standard aperti, come OpenFlow, per poter lanciare dei runtime di funzionalità legate alle caratteristiche dei carichi di lavoro, accelerando l’elaborazione, garantendo la ridondanza o rendendo sicuro il load balancing. In sostanza, se i pezzi del meccano sono disponibili (o lo saranno a breve), toccherà agli sviluppatori e agli integratori “immaginare” tutte le possibili offerte.  

L’attenzione all’ecosistema
Il concetto di cartuccia specifica per utilizzo o applicazione, rapidamente replicabile in decine o migliaia di esemplari, cambia le carte in tavola su diversi fronti. Alcuni osservatori hanno già avanzato l’ipotesi che il dominio di Intel e Amd possa essere messo in seria discussione.
La prima cartuccia server Hp ProLiant Moonshot disponibile fa uso del processore Atom S1200 di Intel, modello a 64 bit con frequenza da 1,6 o 2 GHz. Non ci sono prodotti equivalenti in casa Amd o Arm, per il momento. Più avanti, arriverà un altro modello sempre a base Intel, probabilmente con quello che oggi è conosciuto come Avoton, con tecnologia a 22 nm. “Sulle Cpu non abbiamo ancora una roadmap ufficiale - spiega Agnello -. Intel è stata la prima scelta, ma abbiamo intenzione di estendere le partnership in funzione delle richieste che arriveranno dal mercato. Arm o Amd potranno quindi far parte del progetto in futuro”. Il costruttore non esclude nemmeno che differenti fornitori di Cpu o chipset possano essere integrati in una stessa cartuccia server.
L’ecosistema dei partner si raccoglie sotto il cappello Hp Pathfinder, dove oggi sono già presenti circa 25 fabbricanti di circuiti integrati, sviluppatori di sistemi operativi e Isv specializzati nello sviluppo rapido di nuove cartucce. A questo programma, si aggiunge quello denominato Moonshot Concierge, dove sono inclusi i Discovery Labs e le soluzioni di consulenza e assistenza dell’area Hp Technology Services, con orientamento particolare alla migrazione delle piattaforme e all’efficacia energetica.
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