Business digitale, solo teoricamente always on

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Secondo una ricerca Dynatrace, i professionisti che lavorano nell'ambito dell'e-commerce, del customer service e del marketing perdono in media 2 ore di lavoro al giorno per risolvere problemi legati alle performance digitali

di: Redazione del 13/07/2017 17:01

Economia
 
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Secondo la ricerca Global Digital Performance and Transformation Audit condotta da Dynatrace coloro che svolgono attività a supporto di e-commerce, customer service e marketing - intervistati  1.239 professionisti degli ambiti IT e business in Usa, Regno Unito, Francia, Germania e Australia - perdono in media circa 2 ore di lavoro al giorno per risolvere problemi legati alle performance digitali.

Dallo studio emerge inoltre che il 75% ha scarsa fiducia nella propria capacità di risolvere problemi di prestazioni digitali. Altrettanto preoccupante - affermano gli autori della ricerca - è il fatto che il 48% degli intervistati affermi che le sfide di performance stanno ostacolando direttamente il successo delle strategie di trasformazione digitale nelle proprie organizzazioni. Alla domanda relativa alle cause di questi problemi di performance, gli intervistati hanno risposto indicando in primo luogo la crescente complessità dei loro ambienti tecnologici.

"Nel mondo moderno, le aziende dipendono sempre più dalla tecnologia per restare competitive e avere successo. Negli ultimi 3 ann questa tendenza ha subito una forte accelerazione, di gran lunga maggiore di quella espressa nei 30 anni precedenti”, afferma John Van Siclen, CEO di Dynatrace. “La tecnologia attuale è estremamente potente, ma genera un ambiente IT aziendale di grande scala e incredibilmente complesso, che può costituire una barriera al successo in termini di prestazioni digitali. Se un’azienda non riesce a vincere la sfida della complessità, alla fine sono i clienti, il personale e il bilancio a subirne le conseguenze”.

“Per differenziarsi e restare al passo con le crescenti aspettative dei clienti, le aziende devono assicurarsi di saper individuare rapidamente problemi nell’ambiente IT che danneggino le performance digitali”, conclude John Van Siclen. “La chiave è identificare immediatamente complicazioni che potrebbero avere un impatto sugli utenti, identificarne con precisione la causa scatenante e apportare le correzioni necessarie prima che si verifichino problemi per gli utenti. Considerando la grande complessità degli ambienti di applicazioni di oggi e gli stack tecnologici su cui girano, adottare un approccio di monitoraggio unificato alimentato dall’intelligenza artificiale appare sempre più necessario. Non è più umanamente possibile mantenere il controllo su più dashboard, verificare la varietà di notifiche ricevute e ricercare tra migliaia di file di log per scoprire la causa di un problema nei pochi minuti che intercorrono tra le sue prime avvisaglie e il grave impatto sugli utenti”.
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