Confcommercio: a aprile l'indice di disagio sociale scende a 19,1 (-0,8)

Confcommercio: a aprile l'indice di disagio sociale scende a 19,1 (-0,8)

La disoccupazione estesa scende al 13,8%. I prezzi dei beni e servizi ad alta frequenza d'acquisto aumentano del 2,2%.

di: Redazione ImpresaCity del 07/06/2017 08:00

Economia
 
Il Misery Index Confcommercio (MIC) di aprile si è attestato su un valore stimato di 19,1 punti (-0,8 punti rispetto a marzo), consolidando la tendenza al ridimensionamento emersa nel mese precedente e ritornando sui valori di novembre dello scorso anno.
All'andamento del MIC dell'ultimo mese ha contribuito sia l'ulteriore rallentamento del tasso di variazione dei prezzi dei beni e dei servizi ad alta frequenza d'acquisto, dal 2,7% di marzo al 2,2% dell'ultimo mese, sia il rientro della disoccupazione estesa, scesa di quattro decimi di punto.
Ad aprile 2017 il tasso di disoccupazione ufficiale si è attestato all'11,1% (11,5% a marzo). Il dato è sintesi di miglioramenti sia sul versante degli occupati che dei disoccupati. Il numero di persone in cerca di lavoro è diminuito di 106mila unità su base mensile e di 146mila rispetto a dodici mesi prima. Ad aprile il numero di occupati è aumentato di 94mila unità rispetto a marzo e di 277mila unità nei confronti di aprile del 2016. Segnali positivi sono emersi anche dalla CIG con una riduzione delle ore autorizzate del 58,1% su base annua.
Si stima che le ore di CIG effettivamente utilizzate – destagionalizzate e ricondotte a ULA – siano diminuite di 3mila unità in termini congiunturali e di 51mila unità su base annua. Anche sul fronte degli scoraggiati è proseguita la tendenza al ridimensionamento: su base annua si stima una diminuzione di 141mila unità. Il combinarsi di queste dinamiche ha portato ad un ridimensionamento del tasso di disoccupazione esteso di quattro decimi di punto in termini congiunturali e di 1,3 punti nei confronti di aprile del 2016, collocandolo ai valori più bassi da inizio 2012. Nello stesso mese i prezzi dei beni e dei servizi ad alta frequenza d'acquisto sono aumentati del 2,2% su base annua (+2,7% a marzo); al rallentamento hanno contribuito il rientro delle tensioni inflazionistiche del comparto degli alimentari freschi e, in misura più contenuta, dei carburanti.I segnali emersi nell'ultimo mese sono indubbiamente incoraggianti.
Per un concreto ridimensionamento dell'area del disagio sociale, in grado di restituire fiducia alle famiglie e migliorare le capacità reddituali, è, comunque, necessario che le tendenze, soprattutto sul versante del mercato del lavoro, si consolidino favorendo un rientro della disoccupazione ufficiale soprattutto nelle fasce di età più giovani.
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