ABI: nelle banche misure ancora più efficaci contro i crimini informatici

ABI: nelle banche misure ancora più efficaci contro i crimini informatici

Presentati i risultati dell’indagine ABI Lab sulla sicurezza online.

di: Redazione ImpresaCity del 31/05/2017 10:17

Economia
 
Ancora più sicurezza e prevenzione contro le frodi informatiche. In un ecosistema finanziario estremamente interconnesso e digitale cresce l’impegno del settore bancario per contrastare il fenomeno dei crimini informatici anche attraverso presidi tecnologici, strumenti di ultima generazione e procedure sempre più innovative in grado di rilevare e bloccare tempestivamente operazioni e comportamenti che potrebbero rivelarsi tentativi di frode dei criminali cibernetici, conciliando protezione, riservatezza e sicurezza con l’esigenza della clientela di fare operazioni in mobilità in modo facile e veloce. Grazie ai presidi informatici delle banche solo 1 su 50.000 clienti ha subito un danno economico, in diminuzione rispetto al 2015.
Sono questi i principali risultati del Rapporto del Consorzio ABI Lab sulla sicurezza online, realizzati nell’ambito delle attività di ricerca del CertFin (Computer emergency response team), da cui emerge anche una sensibile riduzione delle imprese che nel 2016 hanno subito un danno economico (solo lo 0,0059%, circa 1 su 17.000). Complessivamente, grazie alle azioni di contrasto e prevenzione da parte del settore bancario nel 2016, gli importi associati alle transazioni anomale su tutta la clientela sono diminuite del 34,4% rispetto al 2015.
Riguardo alle tipologie di attacchi, nel caso della clientela al dettaglio la maggioranza dei furti di identità è avvenuto attraverso tecniche di phishing (truffa informatica effettuata inviando un'e-mail al cliente per carpire dati riservati come il numero di carta di credito e password di accesso al servizio di home banking), mentre nel caso delle imprese principalmente attraverso campagne di diffusione di malware (codice malevolo che può essere diffuso attraverso programmi, documenti o messaggi di posta elettronica, in grado di rendere disponibili informazioni riservate e codici d’accesso al truffatore), a conferma di una specializzazione dei meccanismi di frode a seconda del tipo di clientela.
L’indagine del Consorzio ABI Lab conferma l’attenzione delle banche per la sicurezza informatica, anche sul fronte degli investimenti: il 32,2% delle banche intervistate ha dichiarato, infatti, un aumento superiore al 5% degli investimenti in misure di sicurezza digitale rivolte al cliente e circa il 36% delle banche in progetti e interventi interni alla banca.
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