Le Pmi guardano con ottimismo alla digitalizzazione

Le Pmi guardano con ottimismo alla digitalizzazione

Secondo la ricerca, “World of change”, commissionata da Ricoh Europe a Coleman Parkes, la maggioranza delle Pmi è ottimista ed individua nella tecnologia la leva per un rinnovamento e nuove opportunità di business

di: Redazione del 27/03/2017 10:12

Economia
 
acquire-new-customers-460x375.jpgNulla sarà come prima. Secondo la ricerca, “World of change”, commissionata da Ricoh Europe a Coleman Parkes,  il mondo delle Pmi europee è consapevole della forza di cambiamento che porta con sè il fenomeno della digitalizzazione. Tuttavia, nonostante le incognite che gravano in merito ai possibili sviluppi, la maggioranza si ritiene ottimista ed individua nella tecnologia la leva per un rinnovamento e nuove opportunità di business.

Secondo il 96% degli intervistati - 2.000 i dipendenti  intervistati  appartenenti a  piccole e medie imprese di una ventina di Paesi di area Emea, Italia inclusa - la tecnologia ha portato e sempre più porterà degli scossoni, se non dei veri e propri terremoti, sul posto di lavoro, trasformando i modelli aziendali (il business, si direbbe all'inglese) ma anche l'attività quotidiana di chi sta in azienda.

So
lo il 4% del campione ritiene che il proprio ruolo in azienda non sia destinato a modificarsi nei prossimi anni sotto la spinta di fattori come la rivoluzione digitale, l’incertezza economica e l’evoluzione normativa. L'accettazione del cambiamento ha per lo più connotati positivi, dato che solo il 12% dei professionisti delle Pmi prefigura un calo delle opportunità professionali durante il 2017, mentre un buon 57% addirittura stima che la propria organizzazione rafforzerà la propria posizione di mercato.

La
tecnologia, secondo quanto emerso dall'indagine, è il potenziale driver di cambiamento, meglio se affiancata da una dote tipicamente umana quale la creatività. Il giusto mix dei due ingredienti, insomma, farà la differenza. Per il 57% degli intervistati, in particolare, l'azienda potrà diventare più creativa grazie all'ingresso di nuove risorse, mentre il 62% suggerisce di puntare su un maggior impiego delle tue nuove tecnologie a supporto dei processi. Una quota quasi analoga, 64%, crede che le tecnologie più innovative miglioreranno la collaborazione fra colleghi e le comunicazioni.  

Le medie imprese europee si trovano ad affrontare importanti sfide legate ad esempio a cambiamenti nei ruoli”, ha commentato David Mills, Ceo di Ricoh Europe. “Nonostante ciò, l’attuale periodo di trasformazione non dovrebbe essere visto come una minaccia. L’incertezza economica è probabilmente destinata a continuare e le medie imprese devono riuscire a fronteggiarla. I lavoratori sono consapevoli della situazione e vorrebbero disporre degli strumenti necessari. In questo contesto la collaborazione diventa sempre più importante e le soluzioni digitali, come ad esempio le lavagne cognitive, supportano i nuovi ambienti di lavoro”.

L'analista Louella Fernandes, associate director di Quocirca, ha sottolineato invece l'importanza di una visione lungimirante: “Senza una precisa strategia relativa alla gestione delle informazioni le aziende si trovano in difficoltà. È quindi importante che sviluppino da subito una strategia digitale a lungo termine”.
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