Nel 2015, quasi una impresa su 10 ha ospitato studenti in alternanza scuola-lavoro

Nel 2015, quasi una impresa su 10 ha ospitato studenti in alternanza scuola-lavoro

Tra le qualifiche professionali, le maggiori opportunità offerte dalle imprese nel 2016 riguarderanno gli indirizzi Ristorazione, Benessere e Meccanico.

di: Redazione ImpresaCity del 24/11/2016 18:30

Economia
 
Le imprese italiane disposte ad ospitare nel 2016 studenti in alternanza scuola-lavoro saranno almeno il 10% in più del 2015. A rivelarlo è il Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere in collaborazione con il Ministero del lavoro.
I dati sono stati resi noti nel corso della quarta edizione del forum economico italo-tedesco “DIDACTA - Formazione per il Futuro”, in corso oggi a Roma. Il 2015, quando le imprese che hanno accolto studenti sono state quasi 1 su 10, ha segnato l’inizio dei tirocini in alternanza scuola-lavoro (previsti dalla Legge 107/2015 e di durata dalle 200 alle 400 ore) espressamente destinati agli studenti delle scuole medie superiori.
E’ un’iniziativa di particolare importanza, che per la prima volta rende il tirocinio in azienda parte integrante del percorso formativo, chiamando il sistema delle Camere di commercio, presso il quale viene istituito il “Registro nazionale per l'alternanza scuola-lavoro”, a un ruolo attivo nell’incontro tra imprese disponibili a ospitare i giovani e istituti scolastici che devono rendere questa esperienza parte integrante del curriculum formativo.  
I diplomati, d’altro canto, rappresenteranno anche quest’anno la quota maggiore della forza lavoro ricercata dalle imprese italiane dell’industria e dei servizi. Il 40% delle assunzioni programmate nel 2016 è destinato a chi ha il titolo di scuola superiore, un ulteriore 20% riguarderà le qualifiche professionali, il 13%, invece, interesserà le lauree.  Per reperire tutto il personale che intendono assumere nel corso dell’anno, le imprese mediamente segnalano una difficoltà che riguarderà solo il 12% dei profili ricercati. Questa percentuale è però più elevata nel Nord del paese (14%), nelle imprese con almeno 250 dipendenti (15%) e per le professioni high skill, cioè quelle dirigenziali, specialistiche e tecniche (22%).
Tra i settori produttivi, sono quelli della metalmeccanica, elettronica ed informatica a segnalare le maggiori difficoltà (circa una figura su 4).  Se i più richiesti dalle imprese dell’industria e dei servizi nel corso del 2016 sono i diplomati in Amministrazione e marketing, Turismo, enogastronomia e ospitalità, Meccanica, meccatronica ed energia, quelli per i quali le imprese segnalano difficoltà di reperimento superiori alla media sono soprattutto i diplomati in Grafica e comunicazione, Informatica e telecomunicazioni, Produzioni industriali e artigianali. In questi casi, la difficoltà di reperimento segnalata è compresa tra il 26 e il 19% delle assunzioni che quest’anno interesseranno questi specifici titoli di studio.
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