Dipendenti disillusi e alienati

Dipendenti disillusi e alienati

Da una ricerca Oracle emerge che solo il 37% dei dipendenti di livello non manageriale è orgoglioso di lavorare per la propria azienda

di: Redazione del 04/10/2016 18:18

Economia
 
Mentre la gran parte dei manager e dei dirigenti sente di avere a disposizione gli strumenti, le indicazioni e i riscontri necessari per realizzarsi al meglio, la maggioranza dei dipendenti crede che si debba fare di più per aiutarli a sviluppare appieno le proprie capacità e contribuire al successo dell’azienda in cui lavorano. Solo il 37% dei dipendenti di livello non manageriale è orgoglioso di lavorare per l’azienda in cui si trova mentre a livello senior manager la percentuale sale al 70%.

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E' quanto emerge dallo studio “From Theory to Action” che Oracle ha commissionato per verificare il punto di vista dei dipendenti, a tutti i livelli della gerarchia, rispetto alla cultura aziendale della loro impresa, e per esaminare l’impatto della cultura aziendale sui loro risultati e sul loro atteggiamento nei confronti del datore di lavoro. La ricerca globale è stata condotta da Oracle in collaborazione con Kantar TNS tra il 26 aprile e l’11 maggio 2016. Sono stati coinvolti in totale nel mondo 4706 lavoratori. In Europa, 1200 sono stati intervistati in Francia, Germania, Olanda, Spagna e Inghilterra..

"Preoccupante, inoltre, affermano gli autori del report, il fatto che solo il 22% dei dipendenti non manager ritienga che la propria azienda abbia a cuore il loro benessere generale mentre meno di un terzo percepisce i suoi capi come visibili e avvicinabili".

"Quanto emerge è un fenomeno diffuso che crea un senso di disillusione tra coloro che non operano in posizioni di management. Solo il 21% sente che potrà avere un avanzamento di carriera restando con il proprio datore di lavoro e solo il 39% si immagina un futuro a lungo termine nell’azienda in cui si trova".

Inoltre, i lavoratori che non ricoprono posizioni di management sono anche insoddisfatti delle tecnologie di collaborazione che hanno a disposizione. Solo il 22% dichiara che la loro azienda offre strumenti di formazione online o collaborativi per promuovere il loro sviluppo.

“La retribuzione sarà sempre un elemento di motivazione per i dipendenti, di qualsiasi livello, ma la forza lavoro oggi assegna un grande valore anche alla cultura aziendale, afferma Melanie Hache-Barrois, Business Development Director di Oracle per il Sud Europa. Le persone vogliono sentire di giocare un ruolo significativo nel successo della loro azienda. Le idee innovative nascono a tutti i livelli di gerarchia e stipendio, ma le aziende rischiano di disperdere contributi di valore se non danno a tutto lo staff l’opportunità di mettere in luce i propri talenti”.

“L’esperienza e la durata nella propria posizione sono beni di valore, ma non sono più considerati i soli indicatori del potenziale di un dipendente e del valore che apporta all’azienda, aggiunge Hache-Barrois. I leader di alcune delle più grandi aziende oggi sono più giovani di molti dei loro dipendenti. Pertanto, il coinvolgimento dei lavoratori deve essere considerato un elemento centrale per tutti e non solo per il senior team. Bisogna coltivare il talento a tutti i livelli per garantirsi un successo nel lungo termine, e tocca ai responsabili delle risorse umane farsi avanti e assicurarsi che l’azienda abbia un approccio democratico alle opportunità di formazione e di sviluppo”.
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