Milano, riparte l’economia

Milano, riparte l’economia

In crescita gli indicatori: imprese, valore aggiunto, import. L’export tiene grazie alla moda made in Italy.

di: Redazione ImpresaCity del 01/07/2016 09:00

Economia
 
Nell’anno della ripresa, il 2015, tornano a crescere gli indicatori dell’economia milanese. Aumentano le imprese, + 1,6%, 5 mila in più. Sempre di più straniere e femminili. Bene il valore aggiunto, +1,2%. Riprende il lavoro, con 28mila posti in più. La disoccupazione scende a un tasso dell’8% (-0,4%). Ma per i giovani resta alta, al 22%. Bene l’import (+6,7%), ma l’export non riparte (-1,1%), anche se si vende la moda made in Italy. E la ripresa, secondo le previsioni per il triennio 2016 – 2018, continuerà: dalle attese per l’interscambio estero (+5,5% le esportazioni e +7,4% le importazioni) al reddito delle famiglie (+2,4%) e al mercato del lavoro (arriverà al 6,6% il tasso di disoccupazione).
Secondo questi scenari nel 2018 i milanesi saranno più ricchi, in media, rispetto al 2015 di 2mila euro a famiglia, per un reddito familiare che raggiungerà i 35 mila euro.
Emerge nel quadro del rapporto annuale “Milano Produttiva”, a cura del Servizio Studi e Statistica della Camera di Commercio di Milano, giunto alla 26° edizione. I primi dati del 2016. Sono 2 mila le imprese in più a maggio rispetto alla fine del 2015 e si arriva a 295.117 attive.
Indicatori in crescita anche nei primi mesi dell’anno: +2,7% il dato congiunturale dell’industria, +0,8% il commercio e +0,6% i servizi.
Riparte anche l’export, +3,2% contro un andamento costante in Lombardia (+0,1%) e negativo a livello nazionale (-0,4%). Crescono soprattutto i mercati asiatici come Giappone (+17%), Singapore (+15%) e Corea del Sud (+6,2%). E aumentano anche i viaggiatori stranieri, +8,7% nei primi tre mesi del 2016.
“L’economia milanese è ripartita grazie alla vitalità del suo sistema imprenditoriale - ha dichirarato Elena Vasco, segretario generale della Camera di Commercio di Milano -. I segnali positivi, seppur in un contesto ancora incerto, sono confermati dai primi dati del 2016. Crescono numero di imprese, produzione, export e valore aggiunto. Aumenta l’occupazione anche se per i giovani e le donne permangono difficoltà. Il territorio milanese si conferma così punta avanzata del Paese grazie alla sua apertura internazionale e alla capacità di innovare e reinventarsi delle sue imprese”.
Come abiamo visto cresce il sistema delle imprese, +1,6%, quasi 5 mila imprese in più, toccando quota 293.112 imprese attive, con un saldo positivo tra iscritte e cessate di 7.086 unità e un tasso di crescita del 2%, 10 volte più della media lombarda e 3 volte più della media italiana. Una crescita che tocca soprattutto il settore dei servizi (+2,4%) trainati da alloggio e ristorazione (+4,1%) e attività finanziarie ed assicurative (+4,6%), ma che tocca anche il commercio (+2%) e il settore dell’industria alimentare (+3,3%) e delle bevande (+5,6%).
Crescono più della media le imprese straniere (+8,4%) e femminili (+2,1%), anche le imprese giovani registrano un +0,9%. Le imprese milanesi occupano quasi 1,9 milioni di addetti, la metà del totale lombardo, un dato in crescita del +1,4% contro un andamento negativo nazionale (-0,4%). 2015, primi segnali positivi dal mercato del lavoro ma contrastanti.
Cresce l’occupazione, +28mila unità e +2,1% ma non in modo eguale. Aumentano gli occupati uomini (+2,7%) e stranieri (+6,1%) ma non altrettanto le donne (occupate al 61,2% contro il 73,6% degli uomini, per un tasso medio di 67,4%). Rallenta il tasso di disoccupazione (scende all’8%, -0,4%) ma quello giovane tocca il 22%. I NEET, i giovani di 15- 29 anni che non studiano, non lavorano e non fanno formazione, sono per la prima volta in diminuzione (-0,4%, il 16,9% del totale), ma con andamento opposto tra uomini -10,7% e donne (+9,7%).
L’apertura internazionale di Milano arriva al 68,3% (era il 67,2% l’anno precedente) grazie soprattutto all’import (+6,7%). Rallenta l’export -1,1% a causa della diminuzione nei settori della meccanica e dei metalli mentre c’è il boom della moda tra abbigliamento (+11,8%), calzature (+5,5%), gioielleria (+10,9%), pelletteria (+3%). Legata all’Europa per i tre quarti dell’import, Milano diversifica nell’export con mercati come Stati Uniti (+15,2%) e Asia Orientale (+6%), soprattutto Cina (+8,4%) e Hong Kong (+28,1%). Milano concentra un terzo delle multinazionali straniere in Italia (IDE), oltre 3 mila con 289 mila addetti.
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