Studi di settore, 75mila contribuenti su 117mila rimediano alle anomalie

Studi di settore, 75mila contribuenti su 117mila rimediano alle anomalie

Entro i primi giorni di giugno le comunicazioni relative alle anomalie riscontrate negli studi di settore saranno disponibili sul Cassetto fiscale.

di: Redazione ImpresaCity del 23/05/2016 17:00

Economia
 
A 11 mesi di distanza dall’invio di 190mila comunicazioni di anomalie nei dati dichiarati ai fini degli studi di settore, è tempo di un primo bilancio di primavera, anche se l’operazione non è ancora giunta a conclusione. Dei 117.372 contribuenti esaminati, 106.787 imprese e 10.585 professionisti, ben 75.066, il 64% della platea dei soggetti coinvolti, risultano aver accolto l’invito dell' Agenzia delle Entrate a regolarizzare la rispettiva posizione correggendo, di fatto, il proprio comportamento fiscale, tanto da non presentare più alcuna anomalia rispetto all’annualità oggetto delle comunicazioni, cioè il 2014.
Sono invece 42.306, il 36%, i destinatari delle comunicazioni che risultano aver reiterato il comportamento anomalo.
"Ad ogni modo, nonostante manchino all’appello 73mila posizioni ancora da esaminare, il primo bilancio dell’operazione è senza dubbio positivo. Infatti, sono oltre 75mila i contribuenti che hanno accettato di rivalutare la propria posizione rimediando preventivamente ad eventuali errori od omissioni oppure fornendo ulteriori chiarimenti all’Agenzia" commenta in una nota l'Agenzia delle Entrate.
"I dati quindi confermano l’efficacia delle comunicazioni di anomalia e, più in generale, dei nuovi strumenti di compliance, la cui finalità è mettere con largo anticipo i cittadini nelle condizioni di avere un quadro completo della loro posizione fiscale per aiutarli in seguito ad adempiere correttamente o a mettersi in regola ed evitare, così, i controlli. Un impulso ulteriore al successo di questa strategia è dovuto all’adozione del nuovo ravvedimento, grazie al quale il contribuente che si accorge dell’errore e provvede a correggerlo beneficia di una significativa riduzione delle sanzioni in base al tempo trascorso. Una chance che resta salva anche se la violazione è già stata constatata o sono iniziati accessi, ispezioni, verifiche" conclude in una nota l'Agenzia delle Entrate.
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