Wind: nel 2015 utile netto a 428 milioni di euro

Wind: nel 2015 utile netto a 428 milioni di euro

Internet mobile con crescita a doppia cifra: ricavi +13,6%, clienti +14,3% a 11,6 milioni.

di: Redazione ImpresaCity del 24/02/2016 08:51

Economia
 
Wind chiude il 2015 con un utile netto di 428 milioni di euro, per effetto della performance aziendale e dei proventi ottenuti dalla vendita del 90% della società Galata a Cellnex alla fine di marzo.
Il 2015 ha visto Wind completare il processo di rifinanziamento avviato nel 2014 che porta ad un risparmio complessivo annualizzato sugli interessi di circa 340 milioni di euro. La società ha inoltre ripagato in anticipo le ultime due tranche del debito contratto con il Governo per l’acquisto delle licenze LTE.
Sul fronte della telefonia fissa, Wind ribadisce il suo interesse per lo sviluppo di reti in fibra rinnovando la lettera d’intenti con Metroweb per l’utilizzo dell’infrastruttura in fibra ottica che verrà sviluppata oltre che a Milano anche in altre importanti città italiane. A seguito dell’annuncio ad agosto della Joint Venture tra Wind e 3 Italia, il 5 febbraio 2016 è stato notificato ufficialmente il filing alla Commissione Europea, il cui primo riscontro è atteso per l’11 marzo. 
I ricavi totali di Wind nel 2015 si attestano a 4.428 milioni di euro in diminuzione del 4,4% rispetto all’anno precedente per effetto della diminuzione degli “altri ricavi” rispetto al 2014 e della riduzione dei ricavi da servizi, in particolare nel segmento fisso, bilanciati dal trend in ulteriore miglioramento dei ricavi da servizi mobili e dal successo dell’offerta commerciale mobile “Telefono Incluso”
I ricavi da servizi mobili al 31 dicembre 2015 si riducono del 2,1% confermando il trend di miglioramento trimestre su trimestre già registrato nel corso dell’anno (-1,4% nell’ultimo trimestre, -1,5% nel terzo e -2,2% nel secondo), trainati dall’ottima performance dell’internet mobile ancora in crescita a doppia cifra sia nei ricavi, in aumento del 13,6%, che nella base clienti, con un progresso del 14,3% a 11,6 milioni, superando il 50% della base clienti totale. 
Nella telefonia mobile, Wind mantiene una quota di mercato stabile rispetto al 2014 con 21,1 milioni di clienti; anche una recente survey condotta dalle principali associazioni dei consumatori ha indicato Wind come il gestore di telefonia mobile consigliato, per la tempestività nelle comunicazioni e nelle risposte ai consumatori. 
Nel 2015 i ricavi da servizi del segmento fisso flettono dell’8,1% principalmente a causa della sostituzione della telefonia fissa con quella mobile per la componente voce. Tale fenomeno è confermato dal crescente successo delle offerte WIND che includono ADSL illimitata e voce a consumo.
I ricavi broadband aumentano dell’1,1% trainati dall’ottima performance dei clienti dual-play in crescita del 7,0%. La base clienti della telefonia fissa si attesta a 2,8 milioni, con i clienti ad accesso diretto a quota 2,4 milioni in crescita rispetto all’anno precedente.
L’ARPU broadband, al 31 dicembre 2015, è pari a 21,1 euro. L’EBITDA si attesta a 1.671 milioni di euro in diminuzione del 7,4% rispetto all’anno precedente con un margine pari al 37,7%, registrando la più alta marginalità del mercato.
Su base comparabile, depurando l’EBITDA del 2014 da alcune partite non ricorrenti e l’EBITDA 2015 dai maggiori costi operativi derivanti dalla vendita del 90% della società delle torri Galata e da un accantonamento per costi di ristrutturazione, l’EBITDA risulta in crescita dell’1,6% in virtù della costante attenzione all’aumento dell’efficienza e dell’ottimizzazione della struttura dei costi. 
Nel 2015, Wind ha investito circa 780 milioni di euro per ampliare e potenziare la rete 4G, la cui copertura al 31 dicembre raggiunge il 56% della popolazione, continuando a rafforzare la copertura e capacità della rete 3G per garantire ai propri clienti una connettività di qualità elevata indipendentemente dalla tecnologia utilizzata. Nel corso dell’anno nella telefonia fissa Wind ha ulteriormente ampliato la propria copertura in unbundling per offrire i servizi voce e dati.
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