Cgia: l’abolizione di Tasi e Imu avvantaggia i meno abbienti

Cgia: l’abolizione di Tasi e Imu avvantaggia i meno abbienti

Per i possessori delle abitazioni di categoria A2 (tipo civile) il risparmio sarà di circa 227 euro all’anno, per quelle A3 (tipo economico) di 120 euro.

di: Redazione ImpresaCity del 21/10/2015 09:32

Economia
 
Con l’abolizione della Tasi e dell’Imu sulla prima casa prevista dalla legge di Stabilità 2016, i vantaggi fiscali per i proprietari degli immobili premieranno di più i ricchi o i meno abbienti?
“Ovviamente – dichiara il coordinatore dell’Ufficio studi della CGIA Paolo Zabeo – se la comparazione viene effettuata prendendo in esame il risparmio fiscale in termini assoluti non c’è alcun dubbio: ad avvantaggiarsene maggiormente saranno i proprietari di ville, castelli e abitazioni di lusso.” Infatti, per i possessori delle abitazioni di categoria A2 (tipo civile) il risparmio sarà di circa 227 euro all’anno, per quelle A3 (tipo economico) di 120 euro, mentre i possessori di una abitazione di tipo signorile o di una villa beneficeranno di un “regalo” attorno ai 1.830 euro. I proprietari di castelli, infine, potranno usufruire di un risparmio che dovrebbe sfiorare i 2.280 euro. 
“Tuttavia – prosegue Zabeo – la correttezza statistica suggerisce che il confronto sia eseguito prendendo come parametro di riferimento l’incidenza del risparmio sul reddito disponibile del proprietario interessato dall’abolizione delle imposte sulla prima casa. Ebbene, grazie a questo raffronto la situazione, rispetto alla precedente, si capovolge: sono le famiglie meno abbienti che beneficeranno dei risparmi più importanti”. 
Infatti, dai dati sulla distribuzione dei proprietari di prima casa sia per fasce di reddito sia per imposta pagata, notiamo che per coloro che presentano un reddito fino a 10.000 euro, l’abolizione delle tasse sulla prima casa garantirà un risparmio medio di 152 euro che incide per il 3 per cento sul reddito disponibile. Per la fascia di reddito successiva che va da 10.000 a 28.000 euro, invece, il risparmio medio sale fino a 161 euro, ma l’incidenza sul reddito scende all’1 per cento.
In buona sostanza al crescere del reddito aumenta il vantaggio fiscale, ma si riduce progressivamente l’incidenza sul reddito. Per coloro che presentano un reddito medio disponibile di 100.000 euro, lo sgravio è di 362 euro, ma l’incidenza si abbassa allo 0,58 per cento
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