Imprese: nasce Unimpresa Mpmi Innovative

Imprese: nasce Unimpresa Mpmi Innovative

Presentata la nuova Federazione delle aziende 3.0. Sede a Trieste, la città europea col tasso più alto di lavoratori impiegati nel campo della ricerca scientifica e del trasferimento tecnologico.

di: Redazione ImpresaCity del 06/10/2015 10:39

Economia
 
Una nuova casa per l’impresa che innova e guarda al futuro. Una nuova realtà che si propone di dialogare in maniera specifica con la pubblica amministrazione e con le banche, di dare un contratto di lavoro ad hoc al settore tecnologico, di sviluppare le reti d’impresa. E ancora: realizzare una centrale unica di acquisti per le forniture strategiche, come l’energia e le apparecchiature informatiche, per generare risparmi significativi sui bilanci delle aziende; assicurare supporto per i fondi pubblici e privati, garantire formazione speciale per i giovani; promuovere le attività degli associati con aree strategiche di interesse.
Questi gli obiettivi principali di Unimpresa Mpmi Innovative, Federazione presentata oggi e attiva all’interno della galassia di Unimpresa. La nuova organizzazione rappresenta, tutela e valorizza il ruolo delle micro, piccole e medie imprese, dei lavoratori autonomi e delle professioni intellettuali aderenti al sistema nazionale di Unimpresa che operano nel campo della ricerca, dell’innovazione e del trasferimento tecnologico: è la casa delle aziende 3.0. Presidente della Federazione Unimpresa Mpmi Innovative, è Paolo Bonivento; vicepresidenti sono Elisabetta Cividin, Giuliana D’Antuno, Antonio De Pauli; segretario generale è Andrea Santelli.
La nuova organizzazione – che è parte del sistema della rappresentanza di imprese di Unimpresa – è stata presentata oggi a Trieste, dove avrà sede, la città europea con la maggior percentuale di lavoratori impegnati nel campo della ricerca scientifica e del trasferimento tecnologico delle innovazioni. L’esperienza di tutti gli organismi di Unimpresa nel campo delle micro, piccole e medie imprese innovative, nonché la partecipazione diretta alle attività nazionali e internazionali nell’ambito dell’innovazione, hanno permesso di approfondire i problemi che emergono nell’ambito delle aziende insediate nei parchi scientifici e tecnologici, negli incubatori, nelle università e nelle aree industriali dedicate all’innovazione.
Il vertice della Federazione ha messo a punto un programma in otto punti da completare entro il 2016. Più nel dettaglio, la nuova realtà associativa vuole dare voce e rappresentanza a una categoria specifica, le aziende innovative, sia per quanto riguarda il confronto con la pubblica amministrazione e le istituzioni sia per quanto riguarda il rapporto con gli istituti di credito. Sempre entro il prossimo anno, poi, sarà realizzato un contratto di lavoro specifico per il settore tecnologico, in modo da colmare l’attuale lacuna normativa e sostituire nel rapporto tra impresa e lavoratore i contratti collettivi sinora in vigore, rafforzando, su una base equilibrata, l’esigenza di continuità della sperimentazione scientifica e tecnologica con i diritti del lavoratore che, finalmente, non si sentirà più “atipico”.
In agenda, poi, la promozione e l’affermazione delle reti d’impresa, indirizzandole soprattutto alla richiesta e alla gestione di fondi europei, in particolare legati a Horizon 2020. Verrà creata una centrale unica di acquisti, facendo massa critica per ottenere economie di scala e margini di trattativa economico-finanziaria con i fornitori strategici di beni e servizi come energia, reagenti, consumabili da laboratorio, attrezzatura informatica, suppellettili specifici: si tratta di realizzare importanti risparmi sui bilanci delle aziende.
Tra gli altri obiettivi: dare supporto tecnico alle richieste di fondi pubblici e privati, in modo da trovare un interlocutore, anche per via telematica, che sappia guidare le imprese di questa categoria nella scelta del fondo più adatto alle proprie capacità e attitudini e che sappia supportarle nelle procedure burocratiche; realizzare percorsi formativi per i giovani anche al fine di accrescere i valori della libera iniziativa, della cultura d’impresa, della ricerca scientifica e del trasferimento delle tecnologie;promuovere le attività tra gli associati, in particolare per la creazione di aree di interesse strategiche, di reti o di semplici accordi di partnership tra imprese; promuovere le attività degli associati a potenziali utenti, finalizzata alla creazione di un network verso società private o enti pubblici (come università e centri di ricerca).
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