Banche, Unimpresa: prestiti imprese giù di 17 mld

Banche, Unimpresa: prestiti imprese giù di 17 mld

In ripresa i prestiti alle famiglie grazie al credito al consumo aumentato di 12 miliardi (+20%). Sul versante imprese, aumenta la liquidità a medio termine di 15,6 miliardi (+12%).

di: Redazione ImpresaCity del 20/08/2015 09:16

Economia
 
Esplodono le sofferenze nelle banche: negli ultimi 12 mesi, da giugno 2014 a giugno 2015, sono cresciute del 18% arrivando a superare i 195 miliardi di euro, in aumento di oltre 30 miliardi.
La fetta maggiore di prestiti che non vengono rimborsati regolarmente agli istituti di credito è quella delle imprese (140 miliardi), le “rate non pagate” dalle famiglie valgono più di 35 miliardi, mentre quelle delle imprese familiari oltre 15 miliardi. Superano il tetto dei 4 miliardi, poi, le sofferenze della pubblica amministrazione, delle assicurazioni e di altre istituzioni finanziarie.
Complessivamente le sofferenze adesso corrispondono al 13% dei prestiti bancari, in aumento rispetto all’11% di un anno fa. Alla fine del 2010 le sofferenze ammontavano a 77,8 miliardi: in quattro anni e mezzo, quindi, sono più che raddoppiate.
Questi i dati principali del rapporto mensile sul credito del Centro studi di Unimpresa, secondo cui nello stesso periodo le banche hanno tagliato i finanziamenti a imprese e famiglie per complessivi 7 miliardi (-0,5%), ma i prestiti di medio periodo per le aziende sono andati in controtendenza e sono saliti di 15 miliardi (+12%) così come è cresciuto il credito al consumo, aumentato di quasi 12 miliardi (+20,%).
Secondo lo studio dell’associazione, basato su dati della Banca d’Italia, in totale le sofferenze sono passate dai 165,1 miliardi di giugno 2014 ai 195,7 miliardi di giugno 2015 (+15,20%) in aumento di 30,6 miliardi. Nel dettaglio, la quota di sofferenze che fa capo alle imprese è salita da 119,4 miliardi a 140,1 (+17,18%) in aumento di 20,5 miliardi. La fetta relativa alle famiglie è cresciuta da 32,6 miliardi a 35,7 miliardi (+9,53%) in salita di 3,1 miliardi; su base mensile, si registra una lievissima inversione di tendenza: a maggio scorso le sofferenze delle famiglie erano infatti a quota 35,8 miliardi: pertanto c’è un calo di circa 100 milioni di euro. Per le imprese familiari c’è stato un aumento di 1,5 miliardi da 14,1 miliardi a 15,7 miliardi (+10,95%). Le “altre” sofferenze (pa, onlus, assicurazioni, fondi pensione) sono passate invece da 2,4 a 4,2 miliardi (+76,04%) con 1,8 miliardi miliardi in più.
“Quella del credito resta una situazione gravissima e, di fronte alla sempre maggiore difficoltà, sia delle famiglie sia delle imprese, nel pagare le rate dei finanziamenti, assistiamo a un atteggiamento di superficialità da parte delle istituzioni che dovrebbero accelerare il varo della cosiddetta bad bank, vale a dire una sorta di macchina per ripulire i bilanci delle banche dalle sofferenze che finiscono col frenare le nuove erogazioni” commenta il presidente di Unimpresa, Paolo Longobardi. “Negli scorsi mesi – aggiunge Longobardi – i rappresentanti delle banche e quelli delle grandi industrie hanno parlato di un nuovo rapporto tra il mondo del credito e quello delle imprese, ma non se n’è fatto più nulla: Unimpresa è pronta a collaborare e a dare voce a oltre 120mila piccole e micro aziende che quotidianamente si battono per tenere in piedi l’economia del Paese. Ci sono le risorse del quantitative easing della Bce e non vanno sprecate”.
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